“Oggi me ne starò a ticchettare sulla tastiera del portatile finché non avrò trovato quello che davvero voglio scoprire: il segreto della vita”. Queste le prime parole di Luigi, detto Gigi o GG, il protagonista adolescente de “L’amore della sapienza”di Elisabetta Ronchetti (Edizioni Messaggero Padova, 2019, pp. 114, euro 10,00) deliziosa storia per ragazzi, che io definirei un breve romanzo di formazione.

A una prima lettura, si tratta di una trama semplice. Luigi non vuole più andare a scuola. Il ragazzo ha da poco perso il padre “che ha lasciato questa vita per l’altra” quasi, come si domanda il protagonista “se io non fossi invitato”. La madre di Gigi esce di casa presto la mattina per andare a lavorare, convinta che lui a sua volta esca per andare a scuola, ma lui ha altri piani. Vuole rispondere a questa domanda: “C’è qualcosa di più importante di tutto il denaro del mondo?”.

Gigi è un adolescente dei nostri giorni e compie un gesto naturale: scrive la domanda su un motore di ricerca. Il web gli risponde con prontezza: “È una domanda antica come la storia della civiltà” e ancora “Il Re Salomone, per quanto avesse un regno ricco e favoloso, chiese a Dio il dono della Sapienza”.

Il mezzo tecnologico crea così una sorta di ponte tra un giovane dei nostri giorni, in cerca del suo posto nel mondo dopo un trauma, e un concetto filosofico e religioso di importanza epocale: la sapienza. Gigi comincerà questa ricerca con la passione e l’incoscienza che solo un adolescente è in grado di mettere in una sfida.

Il breve romanzo, tutto scritto in prima persona, si snoda tra gli espedienti di Gigi per rimanere a casa da scuola e l’avanzamento della sua ricerca. Sullo sfondo si muovono le figure di Tino e Tina, amici inseparabili che cercano di aiutare Gigi a uscire dall’isolamento in cui credono si sia rinchiuso e che con lo scorrere delle pagine, comprenderanno l’importanza della sua ricerca pur rimanendo esclusi dal suo percorso di crescita interiore.

La madre di Gigi, che rimane senza nome in tutto il romanzo, è una figura tragica e lontana, travolta dal lutto e dalla difficoltà di costruire col figlio la sintonia che, invece, il ragazzo aveva con suo padre, anch’egli una figura priva di nome, ma che occupa un posto decisamente più forte nei ricordi e nei sentimenti di Gigi.

Infine ci sono i professori, quello di matematica, il vero spauracchio del ragazzo, quello di informatica, figura più bonaria. Tutti, però, sono assenti, visti quasi come figure inutili, ostacoli nel percorso di crescita di Gigi che avviene tramite un’immersione sempre più profonda nel concetto di sapienza. In questa ricerca, Gigi incontrerà Maria, la madre di Gesù, che sarà la chiave per aprire l’ultima porta e scovare, infine, le sue risposte.

Con questo romanzo breve per ragazzi, Elisabetta Ronchetti ripropone attraverso una storia moderna, il messaggio del santo francese Luigi de Montfort (1673-1716), autore tra le altre sue opere de “L’amore dell’Eterna Sapienza” (1703) e di diverse opere su Maria. Con questo escamotage narrativo, l’autrice riesce a riscoprire San Luigi, svelandone la modernità e la vivacità.

Un bel libro, che lascia il segno.

Gabriele Sorrentino

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