“Storie, racconti di borghi e personaggi dell’Appennino” è un libro scritto da Daniela Ori, Gabriele Sorrentino, Daniele Biagioni, Marco Panini, Elisabetta Ronchetti dell’Associazione di scrittori I Semi Neri e pubblicato da Damster Edizioni, 2025, pagine 275, euro 15,00.

Nella narrazione di “Storie” prendono vita personaggi collocati in varie epoche storiche, rievocando la loro attualità, la bellezza di antichi borghi dell’Appennino, luoghi misteriosi e affascinanti. I racconti ci invitano a percorrere la via Vandelli, visitare Beneverchio e Lavacchio, fare una sosta a Riolunato per ammirare l’Oratorio della Madonna del Caio, o raggiungere l’antico borgo di Fiumalbo, paese delle Marcolfe. La lettura di “Storie” richiama alla memoria la via Bibulca, la Selva Romanesca, Medola e ci porta a immaginare un assedio medievale, una foresta infestata da briganti o esseri spaventosi, facendoci assaporare la bellezza di riti e miti, ancora attuali. Così ci fermiamo a pensare alla vita e alla spiritualità, nonché al legame con la natura e con le tradizioni delle genti che hanno abitato quei borghi montani e alle avventure che possono aver vissuto.

PICCOLA GRANAROLO racconta di un paese solitario nei pressi del Rio Bucamante, ai tempi della costruzione della Grande Strada, progetto dell’abate Domenico Vandelli, per collegare il Ducato di Modena con il Ducato di Massa e Carrara. A Granarolo vive Rosina, una donna giovane e bella, che abita in canonica dove aiuta don Nicolò Ingrani, cucina e insegna catechismo. La giovane è innamorata di un brigante, Geminiano, che non disdegna altre avventure amorose, Quando il duca Francesco III d’Este, con diverse gride, chiama gli abitanti dei paesi al completamento della Grande Strada, promettendo a pagamento farina, patate e qualche lira in argento, Rosina decide di raggiungere il cantiere. Non è difficile per lei mettersi a lavorare a fianco degli operai e, alla sera dopo il lavoro, fermarsi a mangiare con la squadra di braccianti, e inventare storie, intrattenendoli per ore senza perdere il filo del racconto. Un giorno i briganti assaltano il cantiere e fra questi c’è lo spavaldo Geminiano.

BUCO NEL TEMPO è ambientato a Riolunato dove si trova l’Oratorio della Madonna del Caio. Il protagonista, Lorenzo Bagazzi, pittore, tornato nel piccolo borgo, rinviene una lettera del nonno, deceduto tragicamente, dove legge l’invito a recarsi all’Oratorio il 4 ottobre a mezzanotte. Si avvia lungo la vecchia strada dell’Alpe che conduce al Cimone, fino all’Oratorio, un luogo meraviglioso, dove all’interno si trova un ciclo di affreschi del 1516 che raffigura la bellissima Madonna del Caio seduta in trono col bambino in braccio. Nel pavimento Lorenzo nota una nicchia dove emerge un plico di carte polverose. L’involto è un diario del 1582 scritto in latino e vergato da un certo Mastro Lucio, pittore e restauratore. Lorenzo legge la cronaca di Lucio che si svolge nell’arco di alcuni giorni e notti dell’anno 1582. Apprenderà di personaggi storici come Obizzo da Montegarullo e inventati, come la bella Fiammetta, leggerà di fantasmi usciti dall’Inferno e dal Purgatorio e di un processo alla strega. Così, al termine della lettura del diario di Mastro Lucio, Lorenzo comprenderà la vera storia di suo nonno Benito. 

DIAMANTE racconta di Pellegrino, un giovane pittore e cantastorie proveniente da Barga. In un gennaio gelido, sulle montagne dell’Appennino avvolte da una neve candida, il giovane incontra due donne che gli indicano la strada per Beneverchio, un luogo baciato dalla grazia di Dio. Qui Pellegrino riceve ospitalità. La padrona, Isadora, il primo di febbraio partorisce due gemelli: Gemma e Pietro, assistita dalla madre Almerina e dalla serva Tullia. Alfonso Guidicelli, il marito, un soldato al servizio del locale feudatario, è sempre fuori per sgominare i briganti che infestano la montagna, ma ha lasciato a controllare la corte suo fratello Rambaldo, arrogante e spavaldo. A Beneverchio si tramandano riti antichi, come quello che vede le donne intrecciare fili di paglia e cannucce di giunchi, fino a formare delle croci chiuse alle estremità con nastri bianchi e verdi: un rito di inizio febbraio legato a Santa Brigida che porta pace e fertilità quando la si invoca. E la sera la gente del borgo si incontra per ascoltare e raccontare storie. Beneverchio, luogo di pace e di benessere, è protetto dagli spiriti malvagi, da guerre, malattie e carestie, grazie a un segreto custodito da Isadora, la signora del luogo e dalle donne della famiglia. Finché non succede qualcosa di inaspettato e drammatico.

IL RITORNO DEL PADRE riporta al piccolo borgo di Vitriola arroccato sulle colline nella valle del torrente Dragone nel 1258. Il protagonista è Remigio, un ragazzo di quindici anni che perde il padre durante l’assedio della Rocca di Medola, arruolato insieme ad altri uomini di Vitriola. La madre Giuliana, addolorata per la perdita del marito, non si rassegna: è convinta che l’uomo sia ancora in vita in qualche luogo. Allora la donna chiede aiuto a Lucilla, l’herbaria del villaggio e a Savia, un’anziana che abita nella Selva Romanesca, un’immensa area boschiva nell’Appennino tra l’Emilia e la Toscana. Un giorno il padre ritorna a casa, ma non è più la stessa persona di prima. Dietro agli abbracci e ai sorrisi per il suo ritorno, serpeggia a Vitriola una strana inquietudine che coinvolge gli abitanti del borgo, finché il giovane Remigio, indagando anche con l’aiuto del prete del paese, scoprirà cosa è realmente accaduto al suo genitore.

OMBRE DI VISTA è ambientato a Fiumalbo. Davide, un imprenditore edile, si reca a trovare Anna, che ha ristrutturato l’antica casa di famiglia e si è trasferita nel piccolo borgo dell’Appennino. Alla parete dell’abitazione è appeso un quadro intitolato “Ombre di vista”, che attira l’attenzione dell’uomo. Davide rivela ad Anna di essere venuto in possesso del diario di Rosa, la nonna della ragazza. Le racconta così le circostanze che lo hanno portato a ritrovare il diario. Il racconto rimanda al lontano gennaio 1985, quando durante la grande nevicata, le montagne furano strette nella morsa di un gelo terribile. Davide e la sua fidanzata Michela erano a Dogana, a una festa di amici. Rientrando, di notte, a causa della neve l’auto andò in panne, la ragazza scivolò su una lastra di ghiaccio e si fratturò una gamba. Per ripararsi dal freddo della notte, i due fidanzati trovarono rifugio in un casale abbandonato. E durante la notte, in un baule scoprirono il diario di Rosa vergato nel 1944, e un manufatto che ritraeva una donna dalle fattezze mostruose. In quella notte ghiacciata e interminabile, tra colpi di scena e incontri inquietanti, i due fidanzati sarebbero stati catapultati in un’avventura agghiacciante, che avrebbe cambiato totalmente il corso della loro vita.

Marisa Piccioli

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