Mese: Maggio 2015

Commento al romanzo IL GRIDO DELLA VERITA’ di Gabriele Sorrentino

“Il grido della verità”, Edizioni Artestampa 2015 Modena, euro 16,00 (pagg. 251) è l’ultima fatica letteraria di Gabriele Sorrentino, modenese, classe 1976, scrittore prolifico e autore eclettico che spazia dal saggio storico alla narrativa, per approdare con profondità a questo thriller che narra una storia mozzafiato ambientata a Modena nel 1860.

Lo schema di questo thriller prevede più delitti compiuti con modalità efferate ma omogenee, qualcuno che indaga, un crogiolo di indizi, congetture, azioni alleanze tradimenti incontri e scontri, la scoperta del colpevole, il finale inquietante … L’originalità è che questo è un thriller a sfondo storico, per cui oltre alla trama tipica del giallo ha anche una specifica contestualizzazione storica. Quando un romanzo è “storico” ha la difficoltà e il fascino di avere come sottofondo un territorio e un periodo ben definiti. E qui sta la bellezza della storia: si vedono i personaggi di un’epoca che non è più, si osserva il loro modo di vivere, i vestiti, i cibi, i nomi delle strade, dei locali, si entra in contatto con luoghi del passato…

Il periodo scelto dal Sorrentino come coreografia storica al romanzo è veramente difficile, perché è un periodo di forte destabilizzazione emotiva. Siamo nell’aprile 1860, solo un mese prima si sono svolti i plebisciti che hanno deciso l’annessione di Modena al Regno di Vittorio Emanuele II di Savoia. Il panorama politico è cambiato, in quanto fino a un anno prima Modena era una capitale, ma il Duca Francesco V d’Asburgo Este se n’é andato nel giugno 1859 e così Modena ha un nuovo sovrano. L’esito dei plebisciti e il governo provvisorio di Luigi Carlo Farini hanno emarginato gli intellettuali fedeli al Duca in esilio. Il clima cittadino è denso di sentimenti contrastanti: odio, ansia, preoccupazione, indifferenza, nostalgia. In questo contesto i modenesi attendono il 4 maggio, quando Vittorio Emanuele II giungerà in città, in treno assieme a Cavour e a Farini, per visitare i suoi nuovi sudditi.

La storia narrata nel thriller si svolge nell’arco della settimana che precede l’arrivo del Re a Modena. Una settimana intrisa di sangue, perché strani delitti funestano la città. Gli uomini trovati uccisi in luoghi precisi della città sono duchisti, o rivoluzionari, o militari, ma tutti risultano avvelenati e hanno cucito dentro la bocca un ritaglio di giornale. Chi indaga sugli omicidi è Urbano Platini, colui che sarà il protagonista del romanzo, un uomo del Governo nuovo, che si finge giornalista, ma in realtà è un agente segreto di Cavour. Le indagini lo porteranno a una frenetica caccia all’assassino seriale e così incontrerà personaggi di fantasia che interagiscono con altri realmente esistiti perlustrando angoli insoliti di Modena di cui oggi si è persa memoria. E’ bello ritrovare tra le pagine del romanzo luoghi come il Caffè Sandri sotto il Portico del Collegio dei Nobili, o il Mercato del sabato in piazza grande.

Le emozioni sono vissute con passione, leggerezza, intransigenza e apprensione dalle donne del romanzo, descritte con pazienza e precisione nei personaggi della rezdora Adele e della bella Francesca, sarta di giorno e prostituta di notte. Gli uomini che Urbano incontra hanno chiari i valori di cui sono portatori e scalpitano nel mostrare ardore e collaborazione o nel contrastare novità o nell’emularle. E così si contrappongono con forza i caratteri di Ermanno, l’oste fedele al Duca, di suo fratello Ercole, bellicoso e violento divenuto guardia di Farini, al pari del giovane Vincenzo. Spicca il personaggio di Michele, adolescente nato sotto il ducato estense, che crescerà sotto il regno d’Italia e avrà quasi il ruolo di portare i valori del passato nel nuovo corso della Storia, lungo la sua vita, che già da piccolo si appalesa avventurosa. E poi ci sono luoghi di cultura come i salotti letterari, tra i quali spicca quello di Anna Maria, l’affascinante borghese che fa innamorare tutti gli uomini e le librerie e i caffè letterari, luoghi dove la cultura, la politica e la musica hanno circolato e vissuto.

Il thriller comincia con toni descrittivi e quasi prudenti, poi accelera di colpo coinvolgendo il lettore fino alla fine nelle emozioni contrastanti dei personaggi che mostrano senza reticenza la rabbia di chi era ed è rimasto fedele al Duca, l’ansia di chi si aspetta qualcosa di buono comunque dal nuovo panorama politico, l’indifferenza di chi ha sempre faticato ed è assuefatto ai cambiamenti nella preoccupazione quotidiana del sopravvivere.

Idealisti, indifferenti, combattenti. Rabbia, risentimento, vendetta, azione, violenza. E sotto a tutta questa confusione, delitti seriali apparentemente senza movente. Una scia di sangue che sembra non arrestarsi, oltre le quinte della preparazione dello spettacolo dell’arrivo del Re in città. Ed è una corsa contro il tempo quella di Urbano, volta a cercare l’assassino per sedare i pericoli, mentre le indagini conducono il nostro protagonista, piemontese e ignaro della configurazione di Modena, a scoprire una realtà nascosta e segreta dell’architettura della città sotto le cui strade scorrono ancora, nascosti, i canali. Oltre la facciata dei palazzi nobiliari dell’antica capitale estense c’è una città sotterranea, che vive dietro un’apparenza di tranquillità, sotto il piano di calpestio quotidiano c’è un luogo fetido e buio dove il conflitto tra il nuovo e il vecchio mondo continua a strisciare occulto ai più ma noto a chi non dimentica.

Ciò che colpisce nel romanzo è l’aver trattato con leggerezza e acume il clima storico e politico, attraverso la descrizione dei personaggi, dei loro intrighi e dell’azione che in maniera ossessionante cattura e incolla alle pagine senza respiro fino a “vedere-come-va-a-finire”. Eppure dietro l’azione e gli scontri armati e violenti, dietro le parole dette e celate, c’è una realtà che è reale e profonda. La contrapposizione tra duchisti e rivoluzionari. Idee che non si annientano nel risultato di elezioni. Perché è inutile nasconderselo, quel marzo 1860 ha cambiato il volto della nostra Modena, ma anche il suo cuore. E da quel momento nulla sarebbe più stato come prima. Ma la Storia – si sa – la scrivono i vincitori e quello che apprendiamo dai libri, dai commenti, dalle recensioni di studiosi e politici è quanto si è deciso di tramandare per consolidare idee, regimi e governi. Di certo indietro non si torna e il corso della Storia ha seguito in un certo senso il suo percorso. In ogni caso quello che veramente è accaduto resta un mistero e la verità è solamente una serie di ipotesi, sepolte nelle viscere della città, anzi nei suoi più segreti e inquietanti sotterranei. Solo la letteratura a questo punto ha l’ardire di narrare quanto non è dato di conoscere dalle prove. E questo thriller – vi assicuro – racconta e inquieta a un tempo.

Quel che è certo è che dopo aver letto “Il grido della verità” di Gabriele Sorrentino, non passeggerete più con noncuranza tra le vie del centro e i vicoli di Modena e ogni ombra vi farà sussultare, timorosi che, da una qualche parte, tra le nebbie della sera, possano materializzarsi quel tabarro e quella maschera che inquieta i personaggi del thriller, pagina dopo pagina.

Ma sotto le strade, sotto i vicoli di Modena, anche se tombati, ci sono sempre e ancora i canali. Sono ben nascosti, ma ci sono. Così come la verità, è celata alla folla ma pronta prima o poi a far udire il suo grido.

Daniela Ori

24 maggio 2015

Copyright©2015 Daniela Ori

Il Grido della Verità: Debutto al Maggio dei Libri

IL GRIDO DELLA VERITA cop per SITOIl debutto de “Il Grido della verità” di G.Sorrentino (Edizioni Artestampa, Modena 2015) Sala dell’Oratorio del Palazzo dei Musei di Modena- Biblioteca Estense Universitaria Modena, 13 maggio 2015 (Foto AA.VV.)

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