{"id":7994,"date":"2020-05-05T21:45:56","date_gmt":"2020-05-05T20:45:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.semineri.it\/?p=7994"},"modified":"2021-07-08T18:36:53","modified_gmt":"2021-07-08T17:36:53","slug":"la-scrittura-cura-notte-scellerata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=7994","title":{"rendered":"La Scrittura Cura &#8211; Notte scellerata"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2560\" height=\"2470\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?fit=1024%2C988\" alt=\"\" class=\"wp-image-7995 size-full\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?w=2560&amp;ssl=1 2560w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?resize=300%2C289&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?resize=1024%2C988&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?resize=768%2C741&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?resize=1536%2C1482&amp;ssl=1 1536w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?resize=2048%2C1976&amp;ssl=1 2048w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Cashel-Irlanda-Foto-D.Ori_-scaled.jpg?w=2340&amp;ssl=1 2340w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p style=\"font-size:18px\">Un delitto efferato, una condanna, un luogo senza tempo, una svolta. Ambientazione da fantasy per il nuovo racconto a quattro mani di Daniela Ori e Gabriele Sorrentino.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>NOTTE SCELLERATA&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Daniela Ori e Gabriele Sorrentino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo avrebbero giustiziato all\u2019alba. Un decreto di condanna definitiva. La notte era fitta e nera e il gelo dell\u2019inverno cos\u00ec pungente, da non consentire il sonno, in quella cella sotterranea del castello. Buio assoluto, topi che attraversavano le pareti sudice, pipistrelli che ammantavano i corridoi senza luce. Le mani e i piedi del condannato, imprigionate e strette nella morsa del ferro della sua prigione. Alla mano destra mancavano due dita.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli apparve un\u2019ombra, oltre la grata di una minuscola finestrella e si materializz\u00f2 qualcosa, qualcuno \u2026. Aveva il cranio fracassato e sangue scuro che gli colava sugli occhi, senza orbite.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChi sei?\u201d &#8211; domand\u00f2 il condannato, atterrito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cChiediti chi ero e chi sar\u00f2 \u2026 Io non sono pi\u00f9, ma sono stato e come tu mi hai ridotto e massacrato, cos\u00ec mi vedrai, per sempre, perch\u00e9 io ti seguir\u00f2 all\u2019Inferno, dove stai per essere scaraventato e l\u00e0 sar\u00f2 per te il tuo incubo maledetto e ti tormenter\u00f2 per l\u2019eternit\u00e0, perch\u00e9 queste catene ti legheranno a me, per sempre \u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Re era stata la sua ultima vittima, il bersaglio finale di una vita dissacrata e vacua, senza onore e senza Dio, l\u2019ultimo scempio delle sue innumerevoli e cruente azioni di vendetta e vanit\u00e0. Al secolo, era nominato Craig, ma nessuno pi\u00f9 lo chiamava in questo modo. Il Capitano di ventura aveva negato le sue origini di bovaro senza storia e senza lignaggio. La sua scalata, fatta di gesta senza onest\u00e0, lo aveva portato su una torre di presunta gloria e ricchezza, sempre alla ricerca di consensi e ingaggi, anelando a un titolo nobiliare, che avrebbe ottenuto solo dietro onerosissimo compenso. Ma l\u2019anima non si compra, n\u00e9 l\u2019onest\u00e0 e il demonio, che era in lui, attendeva solo il momento giusto, per reclamare i suoi diritti. E quella notte scellerata era giusta alfine.<\/p>\n\n\n\n<p>Un rumore di passi lo scosse dai suoi pensieri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sono gi\u00e0 qui? Non \u00e8 ancora l\u2019alba!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La paura cominci\u00f2 a farsi strada nel suo animo, fiaccato da mesi di prigionia. Tent\u00f2 do ricomporsi: non avrebbe dato loro la soddisfazione di supplicare. Sarebbe andato al patibolo come un nobile, non come il bovaro che era stato.<\/p>\n\n\n\n<p>Una chiave fu inserita nel pesante chiavistello e sferragli\u00f2. La porta si socchiuse, il Capitano di ventura tir\u00f2 le catene che aveva ai polsi nel tentativo di liberarsi. Quattro armati entrarono nella piccola cella. Indossavano le armature di piastre della guardia reale, con i pennacchi color smeraldo, le lunghe spade alla cintura e le picche strette tra le mani. Sul pettorale avevano il Basilisco in campo rosso di Re Kentigern.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero del Re lo stord\u00ec. Era stato un buon amico. Eppure, lui lo aveva tradito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il sacerdote era in mezzo al drappello di scorta. Un uomo segaligno dal naso largo e gli occhi di una sfumatura violacea. Indossava il saio verde del Culto e lo guard\u00f2 con sufficienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDomani all\u2019alba sarai impiccato come meriti\u201d &#8211; disse senza emozione. \u201cSei un peccatore e un infame traditore. Nessun Inferno \u00e8 abbastanza terribile per te\u201d. Quelle parole erano pietre che lo colpivano senza piet\u00e0. \u201cHai fracassato il cranio a tradimento a un uomo cui dovevi la tua fortuna. Re Kentigern era un uomo saggio e generoso. Non meritava di morire cos\u00ec. Ora sua moglie Rhona dovr\u00e0 regnare al posto del figlio: Ewan ha solo dieci anni\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Capitano avrebbe voluto ribattere. Avrebbe voluto dire che la morte del Re era necessaria, perch\u00e9 egli aveva stretto un patto di sangue con una creatura antica come la terra stessa, un essere che dormiva nelle profondit\u00e0 del castello. Un essere che li avrebbe divorati tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPuoi ancora redimere la tua anima putrescente\u201d &#8211; lo ammon\u00ec il Sacerdote.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Conte lo osserv\u00f2, con interesse. \u201cQualcosa si \u00e8 risvegliato nel ventre della montagna. \u00c8 un essere di vento e ghiaccio e ha divorato interi villaggi. Se lo ucciderai, avrai salva la vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUccidetelo voi\u201d &#8211; rispose lui. Sapeva cosa si era risvegliato. Quando Kentigern aveva scoperto quel maledetto libro e lo aveva letto. \u201cL\u2019Essere Primordiale poteva essere ucciso solo col sangue reale\u201d &#8211; cos\u00ec c\u2019era scritto nel libro. Per questo ho ucciso Kentigern e ho intriso la mia spada nel suo sangue. Non \u00e8 servito a nulla\u201d. Ricordava l\u2019Essere, un cavaliere di vento su un destriero di ghiaccio. La sua spada che lo colpiva sul petto e andava in mille pezzi, il suo braccio che diventava insensibile, assiderato. Lo sguardo gli and\u00f2 ai moncherini dell\u2019anulare e del mignolo, persi quella notte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa profezia \u00e8 vera, ma il sangue era sbagliato\u201d &#8211; rispose il Sacerdote. \u201cQuando fu scritta, esisteva un solo grande sovrano. Oggi la nostra terra \u00e8 divisa in troppi regni\u201d. C\u2019era amarezza nella sua voce. \u201cKentigern era un brav\u2019uomo, ma non discendeva dal sangue reale originario. Per questo si \u00e8 fatto corrompere dal libro\u201d. Il Sacerdote allarg\u00f2 il saio e mostr\u00f2 l\u2019elsa di una spada di aspetto antico. \u201cQuesta \u00e8 la lama rosso carminio forgiata nel sangue dei Primi Re e da sempre custodita dal mio Ordine. Tu sei l\u2019unico che pu\u00f2 impugnarla e affrontare la creatura. Se vivrai, il tuo onore sar\u00e0 riabilitato. Avrai nuove terre e ricchezze. Se morirai, sar\u00e0 la nostra fine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Conte riflett\u00e9. Era meglio morire combattendo contro quell\u2019Essere? Oppure rassegnarsi alla forca?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe fuggissi?\u201d &#8211; domand\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon lo farai. Tua moglie e i tuoi figli sono prigionieri nella Torre del Corvo. Se fuggirai, loro moriranno al tuo posto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi uccider\u00f2\u201d &#8211; promise il Conte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSe prima avrai salvato il Castello, allora ne sar\u00e0 valsa la pena\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notte gelida aleggiava sulla citt\u00e0. Artigli di neve l\u2019avvolgevano e sferzavano il volto con cristalli di ghiaccio. Le guardie reali lo scortarono sino alla Montagna Sacra che sorgeva a meno di un miglio dalla capitale. Un tempo i Nove Popoli avevano stretto la loro alleanza sulla sua cima, fondando un Regno prospero e stabile. Dopo quasi un millennio, quel regno era affondato nel sangue e nelle gelosie e cos\u00ec la loro terra si era spezzata in regni e principati in guerra tra loro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La loro avidit\u00e0 aveva liberato gli Esseri Primordiali. Il pi\u00f9 terribile di queste creature lo attendeva ai piedi della montagna. L\u2019Essere era una creatura di puro istinto. Il suo destriero era composto di cristalli di ghiaccio, la sua armatura era di neve e il volto turbinava di vento. La sua spada era una lama di ghiaccio che scintillava al sole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando si affrontarono, la neve cominci\u00f2 a cadere dal cielo color perla. Tutto era avvolto nel silenzio pi\u00f9 cupo e buio, rischiarato solo dal biancheggiare della neve al lucore della nevicata. Il cavallo del Conte sbuff\u00f2 di nervosismo. Si volt\u00f2 indietro e vide che la Guardia Reale si era ritirata verso la capitale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era solo con la creatura. Snud\u00f2 la spada che gli aveva dato il Sacerdote. La lama larga era innervata di sfumature carminie. Era difficile reggere l\u2019impugnatura con due dita di meno, lo sforzo delle rimanenti era terribile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRiavr\u00f2 il mio onore\u201d &#8211; grid\u00f2, mentre caricava verso il nemico che lo attendeva immobile. La spada di ghiaccio lo centr\u00f2 sullo scudo e glielo fracass\u00f2. Lui cadde sulla neve mentre la creatura si accaniva contro la sua cavalcatura. L\u2019animale nitr\u00ec di disperazione, mentre la sua pelle calda, al contatto col gelo, sfrigolava e bruciava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Conte si alz\u00f2 a fatica. Il braccio sinistro reso insensibile dal colpo. Pens\u00f2 a sua moglie e ai suoi figli e ritrov\u00f2 coraggio. Con un grido si scagli\u00f2 sulla creatura e affond\u00f2 la lama cremisi nel suo corpo di vento. La sensazione fu simile alla precedente, una lama di gelo che lo attraversava. Questa volta, per\u00f2, la creatura cominci\u00f2 a fumare, come quando si gettava dell\u2019acqua calda nella neve, poi assunse&nbsp;<em>consistenza<\/em>&nbsp;e con un grido che sembr\u00f2 provenire dalle radici stesse del mondo, si accasci\u00f2 a terra, mostrandosi per ci\u00f2 che era.<\/p>\n\n\n\n<p>Un Essere allampanato e pallido, con una carnagione grigiastra. Pareva una&nbsp;<em>promessa<\/em>&nbsp;di essere vivente, qualcosa di incompiuto. Al Conte ricord\u00f2 il feto morto espulso da una giumenta quando lui era solo un bambino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La creatura reag\u00ec con forza e torreggi\u00f2 su di lui, orrenda e furiosa. Lo colp\u00ec con il taglio delle mani che era affilato come un coltello e gli fracass\u00f2 la corazza, spaccandogli poi l\u2019elmo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La gragnuola di colpi lo atterr\u00ec. Profonde ferite gli si aprirono in volto, nelle braccia e nel petto. La creatura era silenziosa come la morte e lui era troppo stanco per affondare di nuovo la spada cremisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu in quel momento che la Creatura lo colp\u00ec alla gola e il sangue zampill\u00f2 caldo su di essa. Con un grido, l\u2019Essere cominci\u00f2 ad ardere dall\u2019interno ed esplose in fiamme bluastre, mentre la neve cessava di cadere e il cielo si popolava di stelle.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ultima cosa che il Conte vide, fu quella creatura trasformata in una torcia e che poi si spegneva, ridotta a un ammasso di cenere che si mischiava alla neve.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il buio lo avvolse, poi fu di nuovo una luce calda che len\u00ec il suo dolore. In fondo alla luce, lo aspettava Re Kentigern. Il suo cranio non era fracassato e il suo viso era sereno.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmico mio\u201d &#8211; gli disse. \u201cMi spiace averti costretto a una tale sofferenza, ma era necessario\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon capisco\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon sono stato io a evocare l\u2019Essere Primordiale. \u00c8 stato lui a trovare me. Ho cercato di essere un buon sovrano, ma i Nove Popoli sono divisi e il nostro odio nutre quelle creature. Prima o poi doveva accadere. Avrebbe potuto risvegliarsi ai tempi di mio padre o di mio figlio. Sono felice che sia successo a me. Io non ero in grado di sconfiggerlo da solo. A quel punto era necessario che il mio pi\u00f9 caro amico soffrisse e poi si redimesse\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cContinuo a non capire\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa Spada Carminia non \u00e8 forgiata nel sangue dei Re, ma in quello di coloro che l\u2019hanno impugnata e hanno sacrificato la loro vita per onore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa il Sacerdote ha detto\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cHa detto ci\u00f2 che doveva. Era necessario che tu ti sacrificassi inconsciamente\u201d. Il viso del Re era velato di tristezza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando mi ha ferito, io l\u2019ho ucciso\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEsatto. La Creatura non avrebbe ferito il Re, infatti sei stato tu uccidermi, nel timore del suo sangue. Ha, invece, ferito te e cos\u00ec si \u00e8 condannato\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cC\u2019era anche il tuo sangue sulla spada?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto. Quando mi hai ucciso, il Sacerdote l\u2019ha raccolto\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCosa sar\u00e0 della mia famiglia, e della tua?\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNessuno pu\u00f2 dirlo. Noi ci siamo fatti da parte per consentire loro di vivere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group\"><div class=\"wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-right\">Daniela Ori&nbsp;e Gabriele Sorrentino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Copyright\u00a92020SemiNeri<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\"><a href=\"https:\/\/www.semineri.it\/\" class=\"aioseop-link\">www.semineri.it<\/a><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Nell\u2019immagine:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cashel, Irlanda, 2014 (Foto D.Ori)<\/p>\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?p=7994\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un delitto efferato, una condanna, un luogo senza tempo, una svolta. 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