{"id":7960,"date":"2020-04-17T18:11:44","date_gmt":"2020-04-17T17:11:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.semineri.it\/?p=7960"},"modified":"2021-07-08T18:32:55","modified_gmt":"2021-07-08T17:32:55","slug":"la-scrittura-cura-fino-a-che-morte-non-vi-separi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=7960","title":{"rendered":"La Scrittura Cura &#8211; Fino a che morte non vi separi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1500\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Casa-nel-verde-D.Ori-2019.jpg?fit=1024%2C768\" alt=\"\" class=\"wp-image-7961 size-full\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Casa-nel-verde-D.Ori-2019.jpg?w=2000&amp;ssl=1 2000w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Casa-nel-verde-D.Ori-2019.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Casa-nel-verde-D.Ori-2019.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Casa-nel-verde-D.Ori-2019.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Casa-nel-verde-D.Ori-2019.jpg?resize=1536%2C1152&amp;ssl=1 1536w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p style=\"font-size:21px\">Una storia senza tempo, per un amore che non vuole morire. Continua la serie dei racconti per la rassegna LA SCRITTURA CURA con il contributo del socio Gabriele Sorrentino.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>FINO A CHE MORTE NON VI SEPARI&nbsp;&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Gabriele Sorrentino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Presto avrebbe rivisto&nbsp;Chiara. E non si sarebbero lasciati mai pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Max allung\u00f2 il passo. I portici del centro storico erano dominati dalla sinuosa mole della torre campanaria. Ignor\u00f2 il freddo della mattina di novembre, pensando al dolce viso di Chiara, paffuto e gioviale, dominato da profondi occhi azzurri, cos\u00ec chiari da sembrare trasparenti. Chiara era bellissima. A Max aveva sempre ricordato la scultura di Bernini \u201c<em>Il ratto di Proserpina<\/em>\u201d esposta alla Galleria Borghese di Roma. L\u2019aveva vista in gita scolastica, molti anni prima, ed era rimasto rapito dalle potenti mani di Ade che affondavano nei carnosi fianchi della ninfa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara era cos\u00ec, plastica e morbida. Era entrata nella sua vita come un raggio di sole, scacciando le nebbie di un\u2019esistenza priva di scopo. Non era stata la prima, ma sarebbe stata l\u2019ultima.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo c\u2019era stata&nbsp;Ottavia,&nbsp;prosperosa e allegra. Gli aveva insegnato tutto dell\u2019amore, poi lo aveva lasciato ed era andata via, fuggita con un maestro di saxofono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLui \u00e8 un vero uomo, tu sei solo un bambino\u201d &#8211; cos\u00ec gli aveva confessato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era stata dura dimenticare Ottavia, ma ci era riuscito. Ma in fondo pensava a lei sempre con affetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni anni dopo era apparsa sul suo cammino&nbsp;Alice, minuta e pallida. Nonostante volesse fare l\u2019amore con lui col sottofondo della musica dei Black Sabbath e avesse il corpo coperto di tatuaggi, quella ragazza era una fragile sognatrice. Lui l\u2019aveva protetta come si fa con un cucciolo per quasi due anni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi anche Alice lo aveva lasciato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMi stai sempre addosso!\u201d &#8211; gli aveva detto, dopo averlo chiamato alle pi\u00f9 impensate ore del giorno e della notte, per risolverle i pi\u00f9 insignificanti problemi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che ingrata<\/em>. Lei non lo meritava il suo amore. Dimenticare Alice era stato molto pi\u00f9 facile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Semplice era stato ricoprire di terra grassa il suo cadavere sfigurato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di chiudere completamente la fossa, nel giardino della casa di campagna, dove viveva solo, aveva rivolto un affettuoso saluto anche a Ottavia, che giaceva l\u00ec, qualche metro pi\u00f9 sotto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ora c\u2019era Chiara.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, con Chiara tutto sarebbe andato diversamente. Non avrebbe permesso al tempo di vincere. Avrebbe impedito alla&nbsp;<em>routine<\/em>&nbsp;di offuscare la magia della scoperta reciproca, trasformando ogni piccolo neo in un difetto inaccettabile che, come una montagna di rifiuti, seppelliva l\u2019amore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In poche parole, avrebbe impedito al loro sentimento di invecchiare, lo avrebbe reso eterno.<\/p>\n\n\n\n<p>Max aveva preso questa decisione subito, non appena si era reso conto di amare Chiara, di adorare il suo sorriso luminoso, di perdersi nei pozzi cristallini in fondo ai suoi occhi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il tarlo della paura aveva lavorato silenzioso per mesi nella sua mente, fino a quando non si era deciso ad agire.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019auto si ferm\u00f2 e Max scese. Intorno a lui il paesaggio era ovattato dalla foschia. Percorse il vialetto che conduceva alla casa bianca circondata dal giardino e apr\u00ec allegramente il portone.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAmore, sono a casa! Ho preso le caldarroste che ti piacciono tanto. E anche il castagnaccio\u201d &#8211; esclam\u00f2 con giovialit\u00e0, aprendo la porta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Emozionato, sal\u00ec la scala che conduceva al piano di sopra. La casa era fredda, nonostante i termosifoni fossero accesi alla massima potenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara lo attendeva nel grande letto matrimoniale che era stato dei genitori di Max. Indossava un abito con le maniche a sbuffo che la faceva sembrare un\u2019adolescente. Sorrideva, mostrando denti bianchissimi. Solo gli occhi, sbarrati e vitrei, tradivano la trasformazione che era avvenuta in lei.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScusa il ritardo, per trovare un forno aperto ho girato per tutta la citt\u00e0\u201d &#8211; disse Max baciandola sulla fronte. Colse un guizzo negli occhi spenti di lei. Chiara era calda. Ci sono riuscito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVuoi sapere come \u00e8 successo, amore?\u201d &#8211; le domand\u00f2, estraendo da un cassetto una lettera sgualcita. Era un\u2019antica eredit\u00e0 di famiglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon potevo permettere che anche tu andassi via come tutte le altre. Non avrei mai potuto dimenticarti, come ho fatto con le altre. Cos\u00ec ho cercato negli archivi di famiglia. I miei avi erano alchimisti ed esoteristi. Una mia antica prozia era stata amante di Raimondo di Sangro, Principe di San Severo, un grande alchimista ed esoterista, vissuto tra il 1710 e il 1771. Era stato lui a raccontare un antico rito celtico alla mia antenata. Ricordi lo specchio che ti ho regalato per il tuo compleanno?\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Max prese allora dal comodino un piccolo specchio dall\u2019intelaiatura in bronzo, inciso con diversi simboli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTi chiesi di specchiarti la notte di Ognissanti, perch\u00e9 era un\u2019antica tradizione della mia famiglia. Tu lo hai fatto, ieri notte. Lo so che fai sempre ci\u00f2 che ti dico, mia cara, per questo ti adoro\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si sedette al fianco di lei. Il suo corpo ebbe un sussulto ma rest\u00f2 immobile. Le prese la mano, calda e fragile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEbbene. Mentre tu ti specchiavi, io recitato un&#8217;antica preghiera al Dio Teutanes, custode dell\u2019Oltretomba. Mentre dormivi, ho asperso il tuo volto con una rugiada che avevo personalmente raccolto le mattine precedenti. Ieri notte tu hai compiuto il rito. Ti sei addormentata e la tua anima \u00e8 passata attraverso lo specchio. Spero tu non abbia sofferto troppo, potresti aver sentito freddo o male al capo. Ma ora starai bene\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La guard\u00f2 con adorazione. Era molto bella. Ora lui l\u2019avrebbe protetta per sempre.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMia cara, come sai, Ognissanti \u00e8 Samhain, la festa celtica durante la quale il grande scudo di Scathach viene abbassato, eliminando le barriere fra i mondi. Grazie alla rugiada, la tua anima ha trovato la strada verso un luogo meraviglioso, ove mai potr\u00e0 invecchiare e corrompersi. Rester\u00e0 pura e sar\u00e0 sempre felice. Io accudir\u00f2 il tuo corpo. Lo nutrir\u00f2, lo amer\u00f2, lo deterger\u00f2. La sera guarder\u00f2 nello specchio per dare la buonanotte alla tua anima. Non ci lasceremo mai\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Max scrut\u00f2 lo specchio. Per un attimo non vide nulla, tranne la sua immagine. Poi not\u00f2 un bosco attraversato da ombre profonde. Una figura impaurita si aggirava nel sentiero, chiamando aiuto. La sua voce giungeva lontana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Era Chiara.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Dove ho sbagliato?<\/em>&nbsp;Max osserv\u00f2 incredulo il luogo dove aveva spedito la donna che amava. Poi l\u2019immagine scomparve e di nuovo rimase solo il suo riflesso nello specchio. La mano di Chiara si fece gelida. Una lacrima si materializz\u00f2 sul bel viso di lei.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele Sorrentino<\/p>\n\n\n\n<p>Copyright\u00a92020SemiNeri<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.semineri.it\/\">www.semineri.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine: Casa nel verde (Foto D.Ori, 2019)<\/em><\/p>\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?p=7960\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una storia senza tempo, per un amore che non vuole morire. Continua la serie dei racconti per la rassegna LA SCRITTURA CURA con il contributo del socio Gabriele Sorrentino. FINO A CHE MORTE NON VI SEPARI&nbsp;&nbsp; di Gabriele Sorrentino Presto avrebbe rivisto&nbsp;Chiara. E non si sarebbero lasciati mai pi\u00f9.&nbsp; Max allung\u00f2 il passo. 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