{"id":7954,"date":"2020-04-15T22:46:44","date_gmt":"2020-04-15T21:46:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.semineri.it\/?p=7954"},"modified":"2023-01-07T20:42:36","modified_gmt":"2023-01-07T19:42:36","slug":"7954","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=7954","title":{"rendered":"La Scrittura Cura &#8211; If there is a horizontal line"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile\"><figure class=\"wp-block-media-text__media\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1500\" height=\"1125\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Orizzonte-inglese-di-D.Ori_.jpg?fit=1024%2C768\" alt=\"\" class=\"wp-image-7955 size-full\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Orizzonte-inglese-di-D.Ori_.jpg?w=1500&amp;ssl=1 1500w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Orizzonte-inglese-di-D.Ori_.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Orizzonte-inglese-di-D.Ori_.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Orizzonte-inglese-di-D.Ori_.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><\/figure><div class=\"wp-block-media-text__content\">\n<p style=\"font-size:18px\">Una canzone ispira un racconto che ci trasporta, come per magia, in Cornovaglia. Per la rassegna LA SCRITTURA CURA, ecco il contributo del socio Daniele Biagioni.&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p><strong>IF THERE IS A HORIZONTAL LINE (SE C\u2019E\u2019 UNA LINEA ORIZZONTALE)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di Daniele Biagioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La luce di maggio inondava i campi con dolcezza. Il telefono non suonava da giorni. Le ore passavano cos\u00ec lentamente e in modo cos\u00ec anonimo, da rendere l&#8217;orologio completamente inutile. Dal momento in cui si era trasferito, la citt\u00e0, con il suo clamore distraente, era divenuta immediatamente un ricordo. Come se qualche centinaio di chilometri avesse il potere di cancellare la recente realt\u00e0 degli anni trascorsi in una Londra assordante. In un virtuale duello fra lo spazio e il tempo, il primo pareva avere avuto la meglio. Se ne accorgeva soprattutto nel tardo pomeriggio, quando usciva in veranda a bere il suo t\u00e8. E osservava. Gli occhi si muovevano dalla scura tazza fumante allo splendore del campo di orzo verde pallido sempre mosso dal vento. La coltivazione arrivava a ridosso della casa e della quercia, possente gigante solitario, che sembrava appoggiarsi alle mura. Il suo tronco ricurvo pareva quasi fuggire dal campo, come temendolo. Un tempo quell&#8217;albero maestoso non era stato solo. Un tempo davanti a quella casa si estendeva uno dei pi\u00f9 grandi boschi della Cornovaglia. Lo aveva sentito dire dal Pastore di Summercourt. Pareva incredibile anche solo immaginarlo, eppure era cos\u00ec.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quel pomeriggio suon\u00f2 il telefono. Rispose: era lei. \u201cS\u00ec, va tutto bene. S\u00ec, il libro procede bene. Ciao\u201d. Non era vero. Non andava bene nulla e non scriveva una sola parola da giorni. A s\u00e9 stesso non riusciva sempre a mentire. Eppure quello era un luogo stupendo. Non poteva negarlo. La sera, passeggiando intorno a casa, poteva scorgere le luci delle colline vicine e lontane. E poi s\u00ec, certe mattine sentiva l&#8217;odore dell&#8217;oceano che non era poi cos\u00ec lontano. La siepe di erica multicolore stava sfiorendo, ma era comunque davvero incantevole. Ma tutto ci\u00f2 non bastava. Ogni cosa sembrava impregnata da un effimero senso di pace. Voluta ma non trovata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi venne quella sera. Il primo grande temporale che si poteva definire estivo. Tuoni, fulmini e quant&#8217;altro. Non si ricordava di avere mai sentito tanta acqua scendere dal cielo. La casa sembrava non potere reggere tutta quella violenza. Improvvisamente, il rumore della pioggia fu interrotto dal clacson di un&#8217;automobile. Si affacci\u00f2 alla finestra: una donna stava dritta in piedi accanto a un&#8217;auto enorme. Fissava la casa immobile e seria. L&#8217;acqua le scorreva sul corpo. I capelli, lunghi e castani le aderivano al vestito e al corpo stesso. Usc\u00ec in fretta e le domand\u00f2 di cosa avesse bisogno: non rispose in modo sensato, ma inizi\u00f2 a piangere e a sussurrare frasi con una pronuncia quasi del tutto incomprensibile. Allora la accompagn\u00f2 in casa: la preg\u00f2 di sedersi e le diede un telo per asciugarsi; ma lei non si asciug\u00f2, n\u00e9 si sedette. Lui smise di fare domande e la osserv\u00f2 girovagare intorno al tavolo con gli occhi spaventati come quelli di un animale in gabbia. La bellezza del suo viso era sconcertante e quasi gli toglieva il fiato. E allo stesso tempo la tristezza che da esso traspariva colpiva il suo cuore con impietosa crudelt\u00e0. Poi il continuo sussurro che lei emetteva divenne un sottile canto e fu comprensibile&#8230;.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&#8220;<em>Do you think just like you can divide this, you as yours me as mine..before we were us? If the rain has to separate from itself does it say, pick up your cloud..<\/em>&#8220;.&nbsp;Parole cadute dal cielo in mezzo alle gocce di pioggia. Anche ora che le scriveva sul foglio sembravano bagnate. D&#8217;un tratto la sua voce si fece tremolante. Pens\u00f2 avesse freddo e corse in camera a prenderle una coperta. Ma al suo ritorno lei non c&#8217;era pi\u00f9: in pochi secondi era sparita. Stavolta lo spazio era stato nettamente battuto dal tempo. Neppure la sua automobile era pi\u00f9 davanti a casa. E la pioggia se ne and\u00f2 con lei, in un baleno, pochi minuti dopo. Cerc\u00f2 di sapere qualcosa di lei nei giorni successivi, ma fu inutile. Lei fu come un&#8217;apparizione: uno di quei personaggi che compaiono senza preavviso in un racconto e scompaiono senza dare al protagonista la possibilit\u00e0 di chiedersi il perch\u00e9. Eppure quell&#8217;insistente \u201cperch\u00e9\u201d che gli rimbombava nella testa era cos\u00ec difficile da soffocare. Non ne parl\u00f2 con nessuno, neppure a lei quando, giorni dopo, si degn\u00f2 di chiamarlo. Che bisogno c&#8217;era di parlare di qualcosa che nemmeno lui aveva capito? E presto ricominci\u00f2 la routine. Il nulla che da sempre esisteva nel suo cuore sembrava avere trovato la sua dimora ideale a Summercourt.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine venne quel pomeriggio in veranda. Il cielo era limpido e i contorni delle poche nuvole bianche erano cos\u00ec precisi da parere essere disegnati col pennello. Le colline erano pi\u00f9 piatte del solito e la quercia aveva il tronco ancora pi\u00f9 storto. Si mise a pensare come doveva essere quella foresta di querce che un tempo ricopriva tutto l\u00ec intorno. Non sapeva perch\u00e9 quel pensiero fosse arrivato cos\u00ec all&#8217;improvviso. Tutto doveva essere diverso allora. Il gioco delle ombre e delle luci. Il vento caldo che ora lo colpiva dolcemente sul viso. Il cielo maculato. La linea dell&#8217;orizzonte che ora lui poteva vedere perdersi nell&#8217;infinito, grazie alla mancanza di qualsiasi ostacolo visivo pi\u00f9 alto di una spiga di orzo.&nbsp;&nbsp;Probabilmente fra gli alti fusti delle querce ombrose anche il suo umore sarebbe stato diverso. Anche lui sarebbe inevitabilmente stato un&#8217;altra persona. Fu allora che cap\u00ec. E non riusc\u00ec a trattenere le lacrime.&nbsp;<em>&#8220;If there is a horizontal line that runs from the map off your body straight through the Land shooting up through my hearth&#8230;will this horizontal line know to find where you end and where I begin..?&nbsp;<\/em>&#8220;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le parti in Inglese sono tratte da \u201cYour cloud\u201d, un brano di Tori Amos, in Scarlet\u2019s Walk, 2002.<\/p>\n\n\n\n<p>Daniele Biagioni<\/p>\n\n\n\n<p>Copyright\u00a92020SemiNeri<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.semineri.it\/\">www.semineri.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><em>Immagine: Orizzonte inglese (Foto D.Ori, 2018)<\/em><\/p>\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?p=7954\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una canzone ispira un racconto che ci trasporta, come per magia, in Cornovaglia. 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