{"id":4188,"date":"2016-06-01T22:53:34","date_gmt":"2016-06-01T21:53:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.semineri.it\/?p=4188"},"modified":"2021-10-25T21:49:41","modified_gmt":"2021-10-25T20:49:41","slug":"una-storia-impressa-nel-tempo-un-racconto-collettivo-della-va-della-scuola-primaria-g-bellini-di-sassuolo-as-2015-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=4188","title":{"rendered":"Una storia impressa nel tempo: Un racconto collettivo della V\u00b0A della Scuola Primaria G. Bellini di Sassuolo \u2013 AS 2015-2016"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>Prefazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Il 21 aprile 2016, invitato dalla Maestra Anna Maria Manzini, ho incontrato i ragazzi della V\u00b0 A della <a href=\"http:\/\/www.ic2sassuolonord.gov.it\/g-bellini\/\">Scuola Primaria G. Bellini di Sassuolo <\/a>per parlare dei Romani a Modena. <a href=\"http:\/\/www.gabrielesorrentino.it\/?p=894\">Da questa chiacchierata \u00e8 nata subito l\u2019idea di andare oltre il semplice racconto dei fatti<\/a>. \u201cFacciamo un gioco! Scriviamo una storia su Modena Romana!\u201d. Questa la proposta accolta con grande entusiasmo da tutti. E\u2019 cos\u00ec che cominciamo a schierare sul campo Bruto, Antonio, Ottaviano e una serie di personaggi inventati. \u201cCi vuole una femmina\u201d, afferma qualcuno, ecco la nostra protagonista che dovr\u00e0 compiere una missione importantissima\u201d.&nbsp; Questo racconto \u00e8 il risultato del nostro lavoro di scrittura collettiva. Buona Lettura. <a href=\"https:\/\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Una_Storia_Impressa_nel_Tempo_FINALE_ultima.pdf\">Scarica il PDF<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><a href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?page_id=145\">Gabriele Sorrentino<\/a><\/p>\n<hr>\n<p><strong>Una storia impressa nel tempo<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Un racconto collettivo della V\u00b0A della Scuola Primaria G. Bellini di Sassuolo \u2013 <\/em><\/strong><strong><em>AS <\/em><\/strong><strong><em>2015-2016<\/em><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_4190\" aria-describedby=\"caption-attachment-4190\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/giulia.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4190\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/giulia.jpg?resize=250%2C250&#038;ssl=1\" alt=\"Giulia\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/giulia.jpg?resize=250%2C250&amp;ssl=1 250w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/giulia.jpg?resize=50%2C50&amp;ssl=1 50w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4190\" class=\"wp-caption-text\">Giulia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una fresca mattina di primavera, con i raggi del sole che illuminavano Mutina, nonna Giulia e il nipotino Mario camminavano spensierati lungo le vie che conducevano verso il centro della citt\u00e0. Lungo il tragitto la nonna incontr\u00f2 un anziano patrizio, vestito con una toga senatoriale.<\/p>\n<p>Questo strano personaggio, quando la vide, sgran\u00f2 gli occhi dalla felicit\u00e0 e si avvicin\u00f2 salutando calorosamente. Giulia non lo riconobbe subito, ma il sorriso e la gentilezza le ricordarono una persona familiare.<\/p>\n<p>\u201cMa come, Giulia, non ti ricordi pi\u00f9 di me? Sei ancora pi\u00f9 bella di un tempo \u2026\u201d &#8211; le disse l\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u201cGlauco? Sei proprio tu? Quanti anni sono passati \u2026 \u201c &#8211; rispose stupita la nonna.<\/p>\n<p>Fu allora che intervenne il nipote: \u201cChi \u00e8 questo signore e di cosa sta parlando?\u201d.<\/p>\n<p>Giulia, presa dall\u2019emozione, non rispose, per\u00f2 invit\u00f2 Glauco alla sua <em>domus<\/em> e tutti e tre si incamminarono. Giunti a casa, la nonna fece accomodare l\u2019ospite nella biblioteca e fece preparare i triclini dove stendersi in attesa del banchetto.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Giulia e Glauco cominciarono a raccontare la loro avventura, mentre Mario ascoltava con attenzione, per non lasciarsi sfuggire nemmeno una parola.<\/p>\n<p>\u201cEra l\u2019Aprile del 43 a.C., avevo quindici anni ed ero una fanciulla bellissima, dal fisico perfetto, gli occhi verde smeraldo e i capelli castani. Amavo indossare abiti sempre diversi, una collana azzurra come le onde del mare e sandali comodi e graziosi.<\/p>\n<p>In quel tempo Mutina, la nostra citt\u00e0, era occupata da Decimo Bruto, uno degli assassini di Giulio Cesare\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMarco Bruto, \u00e8 stato ucciso a Filippi assieme a Cassio!\u201d \u2013 comment\u00f2 il ragazzino, felice di mostrare la propria conoscenza della storia romana.<\/p>\n<p>\u201cNo, Mario, Decimo Bruto\u201d \u2013 lo corresse la nonna con un sorriso, sfiorandogli il viso con una carezza.<\/p>\n<p>\u201cCosa? Giulio Cesare \u00e8 stato ucciso anche da un altro Bruto?\u201d &#8211; interruppe il nipotino, stupito.<\/p>\n<p>\u201cFurono in molti a ucciderlo\u201d \u2013 precis\u00f2 Glauco. Si inginocchi\u00f2 davanti a lui e gli scompigli\u00f2 i capelli.<\/p>\n<p>\u201cCaro Mario, \u00e8 tutta una questione di potere! &#8211; riprese la nonna &#8211; Come stavo raccontando, in quel periodo abitavo a Saxum Solum, ma dalla nascita fino ai dieci anni ero vissuta a Mutina e quindi la conoscevo bene. Fuori dalle mura della citt\u00e0 stava in assedio Antonio, amico di Cesare. Si respirava un\u2019aria carica di paura e di tensione tra gli abitanti: tutti restavano chiusi in casa il pi\u00f9 possibile, per non rischiare di essere uccisi. In soccorso a Decimo Bruto, il senato romano aveva inviato due consoli, Pansa e Irzio, aiutati da Ottaviano, figlio adottivo di Cesare. Una notte le truppe senatorie e quelle di Antonio si scontrarono nei pressi di Forum Gallorum: vinsero le prime, ma a costo di grandi perdite. Lo stesso Pansa fu ferito e trasportato a Bologna. Nei giorni successivi Ottaviano e Irzio decisero che era ora di far arrivare a Decimo un messaggio, per avvertirlo che la battaglia contro Antonio era stata comunque vinta. Il problema, per\u00f2, era trovare una persona capace di portare il messaggio dentro alla citt\u00e0, senza farsi scoprire. E qui entrai in gioco io\u201d.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4191\" aria-describedby=\"caption-attachment-4191\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/casa.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-thumbnail wp-image-4191\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/casa.jpg?resize=250%2C250&#038;ssl=1\" alt=\"La Domus di Giulia\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/casa.jpg?resize=250%2C250&amp;ssl=1 250w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/casa.jpg?resize=50%2C50&amp;ssl=1 50w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/casa.jpg?zoom=2&amp;resize=250%2C250&amp;ssl=1 500w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/casa.jpg?zoom=3&amp;resize=250%2C250&amp;ssl=1 750w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4191\" class=\"wp-caption-text\">La Domus di Giulia<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cPerch\u00e9 nonna scelsero proprio te?\u201d &#8211; domand\u00f2 Mario sempre pi\u00f9 meravigliato.<\/p>\n<p>\u201cCaro nipote, non sono stati loro a scegliermi, sono stata io a offrirmi: conoscevo bene ogni angolo della citt\u00e0, vi avevo abitato da giovane. Inoltre ero insospettabile perch\u00e9 sacerdotessa di un tempio importante.<\/p>\n<p>Devi sapere che proprio il giorno prima, presso il santuario di Minerva, avevo fatto un sogno premonitore. Avevo sognato l\u2019inizio di una guerra tra Marco Antonio e Decimo Bruto, avevo immaginato le loro mosse, solo con l\u2019aiuto di Bruto Antonio poteva essere sconfitto. Decisi che sarebbe stato meglio aiutare Bruto perch\u00e9 avevo visto che una vittoria di Antonio avrebbe portato alla guerra civile. Nel sogno vidi che i Consoli e Ottaviano avevano bisogno di portare un messaggio a Bruto, decisi che lo avrei consegnato io. Il giorno seguente mi diressi al campo dei consoli. Ricordo tutti quei soldati, i vessilli che garrivano al sole. Avevo paura, non sapevo come quei grandi uomini mi avrebbero accolta\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSei stata davvero coraggiosa, nonna!\u201d.<\/p>\n<p>Lei annu\u00ec e rimase qualche istante assorta nei suoi pensieri. \u201cPansa era a Bologna, con una ferita, e le truppe del Senato erano comandate da Irzio e Ottaviano. Irzio era un uomo di grande esperienza ma fu Ottaviano a mettermi in soggezione. Oggi per noi \u00e8 Augusto, all\u2019epoca era un giovane uomo. Eppure il suo sguardo mi trapassava l\u2019animo, sembrava che mi soppesasse con l\u2019arguzia dell\u2019uomo maturo. Entrambi erano diffidenti. Fu Irzio a chiedermi se potevano fidarsi della mia premonizione, se davvero Antonio poteva essere sconfitto.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome sei riuscita a convincerli?\u201d \u2013 Mario vers\u00f2 dell\u2019acqua da una brocca a Glauco e a sua nonna, poi ne bevve lui, rapito dal racconto. Giulia era una nonna affettuosa, stimata dalle matrone di Mutina ora lui stava scoprendo un lato di sua nonna che non conosceva. Era il nipote di un\u2019eroina!<\/p>\n<p>\u201cRaccontai loro un segreto che li riguardava e che solo una sacerdotessa avrebbe potuto conoscere dopo aver consultato la divinit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cQuale segreto, nonna?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRaccontai loro come si era svolta la battaglia di Forum Gallorum e di come Pansa fosse stato ferito, rivelai ci\u00f2 che avevo sognato sulle azioni di Irzio e lui, che non mi aveva mai vista, comprese che potevo averle conosciute solo grazie a un oracolo. Irzio si fid\u00f2, Ottaviano invece mi guardava con il dubbio dipinto sul volto. Cos\u00ec mi avvicinai a lui e sostenni il suo sguardo, non fu facile. Sottovoce gli raccontai di Azia, sua madre, e di una filastrocca che gli cantava quando lui era ancora un infante. Ricordo che Ottaviano sbianc\u00f2, sorpreso. <em>Mi hai convinto <\/em>mi disse, ma non mi permise pi\u00f9 di avvicinarmi a lui. Mi guard\u00f2 sempre con paura, come si osserva un uccello del malaugurio.\u201d<\/p>\n<p>Giulia tacque e un sogghigno le si dipinse sul volto, appena un\u2019increspatura tra le rughe del volto. \u201cOttaviano era superstizioso. Alla fine si fidarono di me! Mi diedero un rotolo papiro chiuso in un contenitore di legno con le istruzioni per Decimo e il sigillo di Irzio. Decidemmo tutti insieme che l\u2019idea che dava meno nell\u2019occhio era quella di farmi attraversare il fiume come fossi una sommozzatrice, perch\u00e9 ero un\u2019ottima nuotatrice, sarei entrata attraverso il canale che passa ancora oggi sotto le mura.\u201d<\/p>\n<p>\u201cSei stata coraggiosa!\u201d \u2013 Mario rabbrivid\u00ec al pensiero dell\u2019acqua gelida e melmosa, dei pesci che si intravedevano nel verdeggiare dei canali.<\/p>\n<p>\u201cPuoi dirlo forte!\u201d \u2013 Glauco addent\u00f2 un frutto e si stiracchi\u00f2, cercando una posizione pi\u00f9 comoda sul triclinio.<\/p>\n<p>Giulia li guard\u00f2 divertita, bevve l\u2019acqua che Mario le aveva versato e prosegu\u00ec. \u201cIrzio aveva proposto di attraversare il fiume i notte, ma Ottaviano era contrario. <em>Come far\u00e0 a orientarsi al buio? A noi serve che consegni il messaggio, non che anneghi nel farlo <\/em>diceva con decisione. Aveva ragione. Decidemmo di tentare all\u2019alba, quando la foschia mi avrebbe celato ma avrei avuto abbastanza luce per orientarmi. Ricordo l\u2019attesa, sola circondata da sconosciuti, immersa nel mio sogno e nei dubbi. Se mi fossi sbagliata? Se Bruto fosse stato una pessima scelta? Ormai avevo deciso, non potevo tirarmi indietro. All\u2019alba fu Ottaviano a venirmi a chiamare, mi teneva a distanza ma capivo che mi portava rispetto, forse perch\u00e9 avevo coraggio. Lasciai a riva tutto ci\u00f2 che mi avrebbe potuto appesantire, e mi immersi con indosso una veste leggera, i capelli legati in una treccia, un coltello assicurato alla cintura. Intorno a me le ombre dei canneti sembravano dita pronte ad afferrarmi, le mura di Mutina erano minacciose e lontane, la foschia avviluppava il paesaggio, come schiuma fredda. L\u2019acqua era gelida, mi sembrava di essere intrappolata in un blocco di ghiaccio; avevo una cannula cava in bocca con la quale potevo respirare. Nuotavo a pelo dell\u2019acqua in modo da non essere vista. Non ricordo quanto tempo nuotai, temetti di non farcela quando il canale si infil\u00f2 sotto le mura larghe e io dovetti trattenere il fiato, al buio. Pensai a Minerva, la Dea che servivo al santuario di Montegibbio e a quello di Forum Gallorum. Chiesi il suoi aiuto e lei mi diede la forza di arrivare a riva.<\/p>\n<p>Quando emersi dal canale, fradicia, la citt\u00e0 era silenziosa, il sole ancora una luminescenza arancione oltre le mura, mi alzai in piedi in mezzo alla foschia, tossendo e respirando a pieni polmoni\u201d.<\/p>\n<p>La nonna interruppe il racconto e bevve altra acqua come se per un istante il ricordo di quell\u2019avventura fosse stato per lei doloroso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4192\" aria-describedby=\"caption-attachment-4192\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/proba.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4192 size-thumbnail\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/proba.jpg?resize=250%2C250&#038;ssl=1\" alt=\"proba\" width=\"250\" height=\"250\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/proba.jpg?resize=250%2C250&amp;ssl=1 250w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/proba.jpg?resize=50%2C50&amp;ssl=1 50w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/proba.jpg?zoom=2&amp;resize=250%2C250&amp;ssl=1 500w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4192\" class=\"wp-caption-text\">Proba<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cMi assicurai che l\u2019astuccio di legno fosse ben sigillato e mossi i primi passi verso il Foro, alla ricerca del palazzo dove alloggiava Bruto. Fu in quel momento che il cane mi attacc\u00f2.\u201d<\/p>\n<p>\u201cUn cane?\u201d.<\/p>\n<p>Giulia annu\u00ec. \u201cEra un cane scuro, non ricordo la razza, emerse dalla foschia con un ringhio io scattai dalla parte opposta e solo in quel momento vidi il giovane soldato che lo teneva alla catena. Era il cane a trascinare la guardia, pi\u00f9 spaventata di me. Io avevo un messaggio di speranza per la sua citt\u00e0, ma come avrei potuto spiegarlo a quel giovane assonnato? Cos\u00ec fuggii per le strade strette di quella citt\u00e0 in cui avevo vissuto gli anni della mia giovinezza e in cui ero tornata spesso, prima della guerra. Corsi cos\u00ec forte da perdere il controllo, mi parve addirittura che la brezza chiamasse il mio nome. Avevo un solo posto dove andare, una sola persona poteva aiutarmi, una vecchia amica che non vedevo da anni. Sperai che Proba abitasse ancora laggi\u00f9, nella zona orientale della citt\u00e0 nella bella casa di marmo e legno, addossata alle terme pubbliche. Seminai la guardia e sfruttando i vicoli pi\u00f9 stretti della citt\u00e0 vecchia ed emersi in una strada pi\u00f9 ampia, uno dei <em>cardini<\/em> principali, costeggiai le terme e trovai la porta. Bussai e chiesi di Proba alla donna che mi apr\u00ec e mi fece attendere in una stanza avvolta nella penombra, ero sporca e bagnata, infreddolita e sola. Quando Proba apparve nella stanza mi abbracci\u00f2. Non era cambiata, aveva sempre un portamento elegante, discendeva da un\u2019antica famiglia patrizia ed era stata educata ai costumi dell\u2019aristocrazia: aveva diciotto anni, capelli castani, un fisico sottile e occhi azzurri e piccoli; indossava grandi bracciali e sandali alla moda, su un vestito abbellito da una toga arancione. <em>Giulia, quanto tempo. Cosa ti \u00e8 successo. <\/em>Mi fidai di lei e le raccontai la mia storia. <em>Andremo da Bruto, ma ora devi riposarti e farti un bagno, altrimenti ti scambier\u00e0 per un sicario. <\/em>Chiam\u00f2 la servit\u00f9 e due giovani donne mi aiutarono a lavarmi e mi diedero abiti puliti, poi mi accompagnarono in una delle stanze degli ospiti, dalle pareti affrescate con scene bucoliche; su un tavolo Proba mi aveva fatto lasciare della frutta, ne mangiai avidamente\u201d. Giulia addent\u00f2 un altro frutto, come a ricordare quel momento.<\/p>\n<p>Non appena fui sola nella stanza, lessi il papiro che mi aveva dato Irzio per assicurarmi che non si fosse bagnato e fosse rimasto integro. Trattenni il respiro mentre leggevo. Il messaggio era salvo, mi rilassai.\u201d<\/p>\n<p><em><strong>Arriveranno delle legioni che vi aiuteranno<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Quando ci\u00f2 accadr\u00e0, esci e combatti con noi. <\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Vinceremo per la Repubblica.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Da Irzio e Ottaviano per Bruto<\/strong><\/em><strong>.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cFu allora che mi venne l\u2019idea che per poco non fece fallire la missione.\u201d \u2013 sospir\u00f2 in imbarazzo.<\/p>\n<p>\u201cQuale idea?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDevi sapere, mio caro, che non era stato solo il sogno a portarmi al campo di Irzio. Volevo entrare a Modena per vedere Glauco. Eravamo innamorati da oltre un anno ma l\u2019assedio mi impediva di incontrarlo da mesi\u201d \u2013 aggiunse la nonna.<\/p>\n<p>\u201cGlauco?\u201d &#8211; Mario guard\u00f2 con curiosit\u00e0 quell\u2019anziano aristocratico dallo sguardo gentile.<\/p>\n<p>\u201cProprio io. Quello che non sai, e che allora non sapeva nemmeno tua nonna, \u00e8 che ero il marito di Proba.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCosa?\u201d \u2013 domand\u00f2 il ragazzino.<\/p>\n<p>\u201cMario non alzare la voce! Porta rispetto al nostro ospite\u201d \u2013 lo rimprover\u00f2 con un sorriso la nonna.<\/p>\n<p>\u201cScusa.\u201d<\/p>\n<figure id=\"attachment_4193\" aria-describedby=\"caption-attachment-4193\" style=\"width: 204px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/glauco.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4193 \" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/glauco.jpg?resize=204%2C204&#038;ssl=1\" alt=\"glauco\" width=\"204\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/glauco.jpg?resize=250%2C250&amp;ssl=1 250w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/glauco.jpg?resize=50%2C50&amp;ssl=1 50w\" sizes=\"(max-width: 204px) 100vw, 204px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4193\" class=\"wp-caption-text\">Glauco<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cBene, stavo dicendo \u2013 Giulia si lisci\u00f2 i capelli &#8211; Glauco era il marito di Proba ma era segretamente innamorato di me. Era un bellissimo giovane: i suoi capelli erano biondi come l\u2019oro, gli occhi grandi e azzurri del colore del cielo. Si notava il suo fisico allenato, adorava indossare tuniche dai colori caldi, toghe colorate di rosso porpora e sandali di cuoio. Non lo vedevo da quando era cominciato l\u2019assedio, cos\u00ec decisi di lasciargli un messaggio. Ti sembrer\u00e0 strano ma non sapevo dove viveva, ci vedevamo di nascosto, con l\u2019aiuto di un suo amico che aveva una locanda, sapevo che era sposato con una donna autoritaria dell\u2019aristocrazia. Andai a cercare Proba e la trovai nella biblioteca: era enorme, piena di scaffali ricolmi di rotoli di papiro e polvere. <em>Come stai? <\/em>Mi domand\u00f2. <em>Bene, grazie a te. Pronta per andare da Bruto. <\/em>Lei mi guard\u00f2 e sorrise. <em>Il nobile Bruto \u00e8 solito incontrare i nobili della citt\u00e0 prima di pranzo. Manca poco, ormai, ti accompagner\u00f2. <\/em>La ringraziai e le chiesi il papiro e il calamo per scrivere, lei me li forn\u00ec e io mi ritirai nella mia stanza. <em>Ti vengo a chiamare io quando \u00e8 ora. <\/em>Disse la mia amica. Fiduciosa, mi sedetti al tavolo, intinsi il calamo nell\u2019inchiostro e vergai il mio messaggio d\u2019amore:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Ciao Glauco come stai?<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Dalla prima volta<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>che ti ho visto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>mi sono sentita avvolta da una sensazione<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>molto forte di AMORE.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Spero che anche per te sia cos\u00ec.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Non so se ci rivedremo, la guerra incombe. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>In ogni modo ti auguro una buona vita con tua moglie.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Stremata, mi appisolai, senza rendermi conto di aver lasciato il messaggio in vista accanto al tavolo. Non potevo sapere che Proba mi stava spiando da una fessura celata dietro gli occhi di uno dei satiri ritratti nel mosaico sulla parete est della stanza. Proba, infatti, sospettava da tempo che Glauco frequentasse un\u2019altra donna e, seguendolo, ci aveva scoperti insieme. Aveva atteso l\u2019occasione per vendicarsi e io, senza saperlo, gliela avevo fornita. Prese il messaggio per Bruto e decise di mettere in atto la sua vendetta; lo nascose e ne scrisse un altro:<\/p>\n<p><em><strong>Arriveranno delle legioni nemiche<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>che vi attaccheranno violentemente.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>La battaglia \u00e8 perduta.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><strong>Ci stiamo ritirando<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Che rimise nell&#8217;astuccio, nascondendo il messaggio originale. Poi mi svegli\u00f2 con un sorriso. <em>E\u2019 ora, amica mia.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 ti svegli\u00f2?\u201d.<\/p>\n<p>Fu Glauco a rispondere. \u201cProba voleva punire tua nonna perch\u00e9 si sentiva tradita dalla sua vecchia amica per causa mia. Se Giulia avesse portato un messaggio di resa Bruto col sigillo di Irzio spezzato l\u2019avrebbero scambiata per una traditrice.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi avrebbero arrestata.\u201d<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 terribile!\u201d \u2013 Mario era incredulo. Come era possibile mettere a repentaglio il futuro della citt\u00e0 per una vendetta?<\/p>\n<p>\u201cPer fortuna Glauco aveva osservato le mosse di Proba.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMia moglie mi credeva di ronda, ed era vero, ero io che tiravo il cane che aveva aggredito Giulia. Nella nebbia lei non mi aveva riconosciuto ma io s\u00ec, avevo cercato di chiamarla ma non mi aveva udito. Sapevo che era fuggita a casa mia e di Proba ed ero entrato da un passaggio segreto che solo io conoscevo. Avevo capito che mia moglie stava per compiere una follia e mi sentivo in colpa. Proba non era cattiva, era una donna austera, troppo convinta del proprio ruolo sociale ma era in fondo una brava persona.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome hai fatto a salvare mia nonna!\u201d \u2013 Mario <em>doveva<\/em> sapere.<\/p>\n<p>\u201cGi\u00e0 allora ero un decurione di Mutina e Decimo Bruto si fidava di me perch\u00e9 la mia famiglia aveva sempre appoggiato la Repubblica. Questa fu una fortuna, perch\u00e9 altrimenti temo che per Proba e tua nonna si sarebbe messa male.\u201d<\/p>\n<p>Giulia annu\u00ec. \u201cNella sua folle rabbia, Proba non cap\u00ec che un sigillo rotto e un messaggio di sventura avrebbe portato alla rovina non solo me ma anche lei stessa.\u201d<\/p>\n<p>Giulia guard\u00f2 Glauco che annu\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 vero. Volevo aiutare Decimo, e volevo evitare che Proba potesse venir accusata di tradimento per il suo gesto. Le volevo bene, in fondo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCome ci sei riuscito?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 stato difficile \u2013 si schern\u00ec lui \u2013 ho convinto Decimo che esistevano due messaggi, uno per sviare le spie di Antonio e l\u2019altro vero. Proba non aveva distrutto quello originale, gli Dei ci erano stati propizi. Lo recuperai dalla biblioteca e corsi al Foro. Ricordo che il cuore mi rimbombava il petto per lo sforzo. Vi giunsi che mia moglie e la mia amante erano gi\u00e0 state arrestate. Proba urlava accusando Giulia di essere una traditrice, lei per\u00f2 era ignara di tutto e la sua sorpresa sembrava sincera anche a Bruto che esitava. Fu una fortuna, altrimenti temo che non sarei arrivato in tempo. <em>Fermati, mio signore. <\/em>Gridai appena giunto a portata di orecchio del governatore Bruto. La mia toga da decurione mi consent\u00ec di avvicinarmi senza troppi problemi, quando Giulia mi vide il suo volto si illumin\u00f2\u201d<\/p>\n<p>\u201c<em>Glauco! <\/em>Dissi ma il sorriso mi mor\u00ec sulle labbra. Vidi l\u2019espressione di Proba e compresi che era lei la moglie di Glauco. Tutto mi fu chiaro e capii anche cosa lei aveva combinato! Mi cedettero le gambe e ricordo che qualcuno, forse un soldato, mi sorresse.\u201d<\/p>\n<p>\u201c<em>Nobile Glauco. Puoi spiegarci perch\u00e9 tua moglie e questa donna recano un messaggio falso di sventura al mio cospetto? <\/em>La voce di Bruto non prometteva nulla di buono, dovevo pensare in fretta. Fu la paura a farmi trovare la soluzione. Raccontai che c\u2019erano due messaggi perch\u00e9 temevamo spie all\u2019interno della citt\u00e0, Proba e Giulia si erano offerte di fare da esca e io ero d\u2019accordo con le truppe dei Consoli. Era cos\u00ec felice che i rinforzi stessero arrivando che non fece troppe domande. Proba, invece, cap\u00ec che io sapevo e che l\u2019avevo salvata. Da quel giorno divenne molto premurosa.\u201d Sorrise sornione e abbracci\u00f2 Giulia.<\/p>\n<p>\u201cCaro Mario, se oggi mi vedi qui a raccontarti questa storia \u00e8 merito di Glauco\u201d \u2013 Giulia sorrise e per un istante e il suo viso si illumin\u00f2. A Mario sembr\u00f2 ringiovanire.<\/p>\n<p>\u201cNonna. Sei contenta di avere aiutato Bruto quel giorno?\u201d.<\/p>\n<p>Lei esit\u00f2 prima di rispondere. \u201cLa guerra civile ci fu ugualmente, purtroppo. Ma ad essa segu\u00ec il periodo di pace che stiamo ancora vivendo. Credo, quindi che la mia visione fosse corretta e che quel giorno fosse importante aiutare la Repubblica. Inoltre rividi Glauco e fu per me una gioia immensa. Perci\u00f2 ricorda sempre questo detto: <em>A boni bona disce\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201c<\/em>Impara dai buoni le cose buone\u201d \u2013 conferm\u00f2 Glauco.<\/p>\n<hr>\n<p><strong>Autori e illustratori<\/strong>: Abouelouafa Malak; Anzelmo Vittoria; Beggi Gabriele; Bitonnese Sara; Burlacu Roberto; Canario Lorena; Candeloro Giada; Catalano Marco; Cino Gianluca; Colamassaro Elena; Diciocia Chiara; Fadda Samuele; Francabandiera Chiara Anna; Hasanllari Pranvera; Hasnaoui Ali; Jammali Manar; Lin Samantha Yiyan; Mancuso Pietro Paolo; Manna Carmela; Messaoudi Mohamed; Piyasenage Dilki Natasha; Pontillo Anastasia; Qoraych Sara; Scarpaci Carlo Antonino; Tobia Luca.&nbsp; <strong>Curatori: <\/strong>Anna Maria Manzini, Gabriele Sorrentino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?p=4188\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prefazione Il 21 aprile 2016, invitato dalla Maestra Anna Maria Manzini, ho incontrato i ragazzi della V\u00b0 A della Scuola Primaria G. 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