{"id":1500,"date":"2014-01-24T00:06:40","date_gmt":"2014-01-23T23:06:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.semineri.it\/?p=1500"},"modified":"2023-01-08T17:20:37","modified_gmt":"2023-01-08T16:20:37","slug":"lesilio-della-regina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=1500","title":{"rendered":"L&#8217;esilio della regina"},"content":{"rendered":"<p>Le chiome dei cedri fremevano in balia del vento della sera. Una sera macchiata di sangue.<\/p>\n<p>Elyssa reggeva in lacrime il corpo senza vita del marito. Un uomo scelto per lei dal padre, ma che nel tempo aveva imparato ad amare.<\/p>\n<p>Le sue urla avevano richiamato i servitori e ora intorno a lei si mescolavano grida di dolore e accuse di tradimento.<b> <\/b>Accuse che lei non aveva nemmeno la forza di ascoltare.<\/p>\n<p>Continu\u00f2 a sussurrare il suo nome finch\u00e9 la voce non si incrin\u00f2, cedendo alle lacrime. Gli occhi azzurri di Sicharbas erano fissi &#8211; la sua anima gi\u00e0 ritta dinnanzi ai cancelli degli D\u00e8i \u2013 e non l\u2019avrebbero pi\u00f9 guardata, non avrebbero pi\u00f9 sorriso in quel modo speciale, riservato a lei.<\/p>\n<p>\u201cSorella \u2026\u201d.<\/p>\n<p>Elyssa si lasci\u00f2 abbracciare dalla piccola Anna, rispondendo distratta ai suoi tentativi di calmarla, di distoglierla dalla vista delle ferite. Anna non capiva che lei voleva restare con Sicharbas fino all\u2019ultimo momento possibile.<\/p>\n<p>Infine i servitori arrivarono e si occuparono del corpo. Elyssa si guard\u00f2 intorno, i grandi occhi nocciola erano quelli di un cucciolo smarrito; le sue mani tremanti allontanarono la coppa di infuso che Anna voleva farle bere.<\/p>\n<p>\u201cNo, non voglio dormire\u201d.<\/p>\n<p>\u201cEly\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNo!\u201d.<\/p>\n<p>Era tutto un incubo, una parte della sua mente continuava a ripeterlo, ma era una voce illusoria che non poteva resistere a lungo alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>Elyssa si sentiva smarrita come una bambina. Come quando era bambina, si trov\u00f2 a cercare il volto di suo padre, quel sorriso comprensivo capace di confortarla, di farle accettare ci\u00f2 che stava accadendo. Ma il re di Tiro era morto. Elyssa e Sicharbas sarebbero stati insieme i nuovi regnanti, se lui non fosse stato ucciso. Ucciso. La parola era spietata, letale come il coltello che aveva lacerato la vita del suo sposo, distruggendo cos\u00ec anche il loro sogno.<\/p>\n<p>Anna le rimase accanto fino a che una serva non entr\u00f2 di corsa a chiamarla, avvicinandosi al letto per spiegare sottovoce alla padrona che la sua presenza era richiesta nella sala delle udienze.<\/p>\n<p>Elyssa trov\u00f2 la voce per rassicurare la sorella. Non avrebbe fatto nulla, non avrebbe cercato di uccidersi. Anna annu\u00ec, ancora esitante, ma infine sembr\u00f2 esserne convinta.<\/p>\n<p>Rimasta sola, avvolta nella penombra di una sola fiaccola, Elyssa non riusc\u00ec a fare altro che inseguire i ricordi e aggrapparsi a loro. I suoi pensieri percorsero i corridoi del palazzo, stanze e giardini che erano stati complici dei momenti pi\u00f9 belli trascorsi in due, lei e Sicharbas, davanti a loro un futuro da accogliere insieme. Tutto era stato spezzato, lasciandola sola e inerme di fronte alla potenza dei ricordi che ora facevano soltanto male.<\/p>\n<p>Quando giunse il momento dell\u2019ultimo addio al marito, nel corso dei riti funebri, Elyssa non aveva pi\u00f9 lacrime. Si vot\u00f2 interamente alla divina Astarte, la Grande Madre, supplicandola di sostenerla e di dare un senso a quanto stava accadendo.<\/p>\n<p>La morte di Belo, re di Tiro, che ancora pungeva come una spina nel cuore di tutti gli abitanti del regno, la lontananza di suo fratello Pigmalione dopo le lunghe discussioni che sembravano averli separati per sempre, e ora l\u2019omicidio di Sicharbas.<\/p>\n<p>Nei giorni seguenti la cerimonia le voci su un ritorno di Pigmalione tornarono a circolare con insistenza e con esse le insinuazioni e i sospetti che lo volevano mandante dell\u2019omicidio.<\/p>\n<p>Elyssa riusc\u00ec ad affrontare i suoi doveri di vedova, sorda agli inevitabili discorsi che fiorivano a palazzo cos\u00ec come ad ogni consiglio \u2013 per quanto sincero \u2013 dei fratelli rimasti a Tiro, che suggerivano di ritirarsi a riposare nella villa di campagna. Si affid\u00f2 alle cure di Anna, lasciandosi truccare per presenziare alle udienze che la famiglia reale concedeva ai cortigiani e ai principi pronti a ripartire dopo aver onorato il defunto. Specchiandosi scorgeva una fragilit\u00e0 nel proprio sguardo che la fer\u00ec una volta di pi\u00f9, facendola sentire eternamente distante dalla Elyssa che Sicharbas aveva amato. Era irrimediabilmente lontana da se stessa, temeva che non sarebbe mai riuscita a ritrovare la fermezza e il coraggio di andare avanti.<\/p>\n<p>\u201cCredi che nostro fratello torner\u00e0 davvero?\u201d &#8211; sent\u00ec mormorare da Anna, in un tardo pomeriggio di fine estate.<\/p>\n<p>Si trovavano nella corte interna, sedute sul bordo della fontana, le mani che sfioravano pigramente la superficie dell\u2019acqua.<\/p>\n<p>\u201cNon lo so\u201d &#8211; le rispose Elyssa, ricordando con un brivido l\u2019ultima discussione prima che Pigmalione lasciasse Tiro. Da quel giorno aveva fatto pervenire appena due messaggi colmi di amarezza e di astio. Continuare a sperare in un rappacificamento era diventato sempre pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>\u201cUna parte di me lo vorrebbe\u201d &#8211; riprese dopo un attimo di silenzio.<\/p>\n<p>\u201cE se fosse vero quello che dicono? Se fosse stato lui a volere che Sicharbas \u2026\u201d.<\/p>\n<p>Elyssa si alz\u00f2 in piedi, i pugni talmente stretti da sentire le unghie affondare nel palmo. \u201cNon voglio crederci, Anna. Non voglio nemmeno pensarci\u201d.<\/p>\n<p>Anna chin\u00f2 il capo, dispiaciuta. \u201cPerdonami.\u201d<\/p>\n<p>Elyssa le sfior\u00f2 una guancia, sforzandosi di ritrovare il sorriso, per non angustiare ancora di pi\u00f9 la sorella minore. \u201cAndiamo nelle nostre stanze e non parliamone pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>Non pot\u00e9 impedire alla propria mente di ripensare a quelle voci, alle paure di Anna, a quello che molti a palazzo ritenevano sempre pi\u00f9 vero. Si coric\u00f2 inquieta pi\u00f9 che mai e per ore non fece altro che rigirarsi nel letto. L\u2019aria della notte era insolitamente ferma, un\u2019umidit\u00e0 fastidiosa aderiva alla pelle e affannava il respiro. Sent\u00ec le lacrime riaffacciarsi e serr\u00f2 gli occhi, consapevole che trattenerle anche nella poca solitudine che le era concessa avrebbe soltanto peggiorato le cose. Le lasci\u00f2 scorrere, offrendole ad Astarte, nelle tenebre della sua stanza che rispecchiavano ci\u00f2 che aveva dentro. Solo buio.<\/p>\n<p>Il tempo sospese il proprio viaggio ed Elyssa non seppe dire quanto ne fosse trascorso, quando si dest\u00f2 e si sollev\u00f2 a sedere, sicura che nella stanza ci fosse qualcuno. Non ci furono movimenti, n\u00e9 respiri diversi dal suo, ma la sensazione si rafforzava un istante dopo l\u2019altro, anzich\u00e9 cadere nel vuoto. \u201cChi\u2026?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDevi andartene, cuore mio. Chi ha voluto la mia morte non intende fermarsi, sta tornando\u201d.<\/p>\n<p>Il cuore di Elyssa manc\u00f2 un battito all\u2019udire di nuovo calore di quella voce per lei inconfondibile, indimenticabile.<\/p>\n<p>\u201cDove sei?\u201d &#8211; domand\u00f2 nell\u2019oscurit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cSono in te, lo sar\u00f2 sempre. Ma non voglio che tu mi raggiunga oltre la Soglia prima del tempo. Devi metterti in salvo, a Tiro scoppier\u00e0 una guerra civile. Se Pigmalione ti trover\u00e0 qui, user\u00e0 tutte le sue armi, pur di salire al trono\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec era vero. Pigmalione non aveva mai smesso di covare la rabbia per un trono che gli sfuggiva per nascita, arrivando al punto di lottare per ottenerlo altrimenti, con l\u2019omicidio e il tradimento.<\/p>\n<p>Elyssa rabbrivid\u00ec. Non aveva perso soltanto il futuro costruito insieme a Sicharbas, ma anche il passato.<\/p>\n<p><i>Fratello mio, come hai potuto?<\/i><\/p>\n<p>\u201cScappa, Elyssa. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla in Pigmalione del fratello che amavi\u201d.<\/p>\n<p>Elyssa scosse la testa. Nella sua mente Pigmalione, il bambino che era stato, le mostrava sulla spiaggia le conchiglie raccolte, l\u2019orgoglio e la gioia colmavano il sorriso sul visetto tutto sporco di sabbia, sotto una massa di capelli fulvi. Si lasciava prendere la mano nel tornare verso il porto, dove con fare solenne le annunciava che sarebbe diventato il miglior capitano della flotta del padre.<\/p>\n<p>\u201cNon pu\u00f2 essere\u201d.<\/p>\n<p>\u201cTe ne prego, Amore. I nostri D\u00e8i non vogliono la tua fine\u201d.<\/p>\n<p><i>Non vogliono la mia fine\u2026<\/i><\/p>\n<p>\u201cMa hanno voluto che perdessi tutto\u201d. L\u2019amarezza rese la sua risposta fredda e rancorosa.<\/p>\n<p>Altrettanto severo si fece all\u2019improvviso il tono di Sicharbas, che gradualmente divenne visibile agli occhi di Elyssa. La durezza dello sguardo non le imped\u00ec di riconoscere i tratti dolci del viso che tanto amava. Qualcosa stava accadendo, per\u00f2, alla figura del marito, che lentamente si andava formando da un sottile filo di fumo. Era lui, eppure non lo era.<\/p>\n<p>La paura di ci\u00f2 che lei stessa aveva detto la fece arretrare, consapevole di aver disonorato la propria famiglia, cos\u00ec devota agli D\u00e8i. A capo chino, Elyssa si sent\u00ec ancora pi\u00f9 sola, in un baratro dal quale non riusciva pi\u00f9 a risalire.<\/p>\n<p>\u201cFiglia mia\u201d &#8211; le mani incorporee di Sicharbas circondarono le sue &#8211; \u201cGuardami\u201d.<\/p>\n<p>Elyssa alz\u00f2 lo sguardo, inondato di lacrime. Negli occhi di Sicharbas v\u2019era la luce di Astarte e, senza pi\u00f9 alcuna traccia di collera, la guardava con un amore che lei sapeva di non meritare pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cQuella che ti sto chiedendo \u00e8 una scelta di grande coraggio. Se accetterai di affidarti davvero a me, le tue sofferenze non saranno state inutili e in ogni giorno che vivrai sentirai la presenza di chi amavi e ti \u00e8 stato strappato\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa perch\u00e9 lui? Dopo mio padre, perch\u00e9 avete voluto togliermi anche lui?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer un motivo che ora il dolore e la rabbia continuerebbero a celare alla tua ragione. Il vostro non \u00e8 un addio assoluto, Elyssa. Come io sono sempre stata presente in lui quando era in vita, nel suo <i>io<\/i> divino, da oggi in poi il mio abbraccio ti porteranno la sua presenza e il suo sostegno\u201d.<\/p>\n<p>Elyssa annu\u00ec, desiderando con tutta se stessa credere a quella promessa, pregando di potersi davvero rialzare.<\/p>\n<p>\u201cElyssa, sorella!\u201d. I colpi alla porta la fecero sussultare, interrompendo il contatto con la Madre e con Sicharbas. Per un lungo istante, richiam\u00f2 disperata quella presenza. Aveva riconosciuto fin troppo bene la voce di chi bussava alla porta delle sue stanze e non era certa di poter affrontare ora Pigmalione.<\/p>\n<p><i>Invece, proprio ora hai in te la forza per affrontarlo. <\/i>Le sue gambe tremavano, ma quando sent\u00ec il fratello discutere con Anna fuori dalla soglia il timore per la sicurezza della sorella ebbe il sopravvento su ogni altra paura. Elyssa si alz\u00f2 e impugn\u00f2 la torcia, dirigendosi verso la porta. \u201cFratello\u201d &#8211; riusc\u00ec a tenere ferma la voce, facendo poi cenno ad Anna di tornare a dormire, fingendo di ignorare i suoi tentativi di comunicare con lei.<\/p>\n<p>Solo quando la sorella si fu allontanata, Elyssa si rivolse a Pigmalione e sostenendone lo sguardo di sfida lo trov\u00f2 terribilmente cambiato.<\/p>\n<p>La crudele soddisfazione per ci\u00f2 che stava per ottenere non era vera felicit\u00e0, soltanto una sua effimera imitazione. I lunghi viaggi avevano forgiato la sua figura, la determinazione nel suo sguardo sembrava essere nutrita soltanto dalla collera. Il cuore piangeva, mentre Elyssa si sforzava di tenere saldi i nervi.<\/p>\n<p>\u201cSpiegami, fratello, perch\u00e9 sei tornato soltanto ora, nella notte?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cUn\u2019accoglienza davvero fredda, mia sorella e Regina\u201d.<\/p>\n<p>Pigmalione entr\u00f2 nella stanza senza attendere l\u2019invito. Si guard\u00f2 intorno in un lungo attimo di silenzio, durante il quale Elyssa chiuse fuori dalla porta le inutili proteste delle guardie. Aveva compreso da sola quanto la situazione fosse critica, dall\u2019esterno del palazzo sentiva giungere clangori di spade. Pigmalione non era tornato come un parente, ma da conquistatore.<\/p>\n<p>\u201cQuanti anni ha la nostra piccola Anna, ora?\u201d.<\/p>\n<p>Elyssa trem\u00f2 visibilmente, nel percepire in quella domanda in apparenza affettuosa una soffusa minaccia. \u201cCosa vuoi?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSar\u00e0 data in sposa al mio generale pi\u00f9 fidato\u201d.<\/p>\n<p>Ordini, decisioni che lei avrebbe gi\u00e0 dovuto accettare, le scelte del nuovo regnante.<\/p>\n<p>\u201cTemo che la tua ansia di salire al trono ti abbia fatto dimenticare chi \u00e8 il primogenito, tra noi fratelli\u201d.<\/p>\n<p>Pigmalione intercett\u00f2 il suo sguardo con un sorriso rilassato, quasi divertito. \u201cOh, lo so molto bene, invece. Sei tu, sorella. La sovrana che il popolo ama incondizionatamente, cos\u00ec come amava i nostri genitori\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE tu riusciresti a meritare lo stesso amore dalla tua gente?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cRiuscirei, se mi premesse. Il punto \u00e8 un altro, Elyssa cara\u201d. Allung\u00f2 una mano, che Elyssa ferm\u00f2 all\u2019altezza del polso prima che giungesse a sfiorarle il viso.<\/p>\n<p>\u201cIo e te regneremmo nella pace\u201d &#8211; riprese lui, pi\u00f9 suadente.<\/p>\n<p>\u201cUn traditore dalle mani ancora sporche di sangue? Non riuscir\u00e0 mai a conservare il trono\u201d.<\/p>\n<p>\u201cSei abile a usare parole di potere e di giudizio, sorella. Ma saprai accettarne anche le conseguenze? Come resister\u00e0 il tuo cuore puro, nel vedere la tua gente morire a causa tua?\u201d.<\/p>\n<p><i>Fai attenzione, Elyssa. Cuore mio, ti prego\u2026<\/i><\/p>\n<p>Il sorriso di Pigmalione si allarg\u00f2, facendosi ancor pi\u00f9 sfrontato quando Elyssa lasci\u00f2 la presa sul suo polso.<\/p>\n<p>Tratteneva a stento la frustrazione. Doveva ammettere che il fratello la conosceva ancora molto bene. Sapeva che lei non avrebbe mai potuto accettare di essere la causa della morte e del dolore anche tra la sua gente. Ma non intendeva nemmeno cedere ad un simile ricatto, consegnando il regno di suo padre al mostro che Pigmalione era diventato.<\/p>\n<p><i>Madre, Sicharbas, datemi la forza. <\/i><\/p>\n<p>\u201cTiro ha ancora la sua regina?\u201d &#8211; incalz\u00f2 lui. Incombeva su di lei, molto pi\u00f9 alto e capace -se avesse voluto -di prenderla con la forza. Elyssa dovette fare i conti con la verit\u00e0 pi\u00f9 dolorosa, quella che finora non era stata in grado di accettare nemmeno quando l\u2019aveva udita dalla voce di Sicharbas. Pigmalione non era pi\u00f9 l\u00ec, non v\u2019era niente di lui in quell\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u201cNon voglio essere testimone, n\u00e9 tanto meno regina, di un regno governato con l\u2019arroganza del pi\u00f9 forte\u201d &#8211; gli rispose.<\/p>\n<p>\u201cAllora sarai una degli schiavi. Questi sono i termini dell\u2019accordo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDa traditore e assassino quale sei, non hai alcun diritto di stabilire i termini dell\u2019accordo\u201d &#8211; replic\u00f2 Elyssa. Sentiva di nuovo fermezza nel proprio cuore, sentiva che agire per il bene della sua gente era ci\u00f2 che avrebbe fatto Belo\u2026 e anche Sicharbas, se gli fosse stato permesso di governare. Sent\u00ec che era questo, ci\u00f2 che la Grande Madre aveva inteso dire.<\/p>\n<p>\u201cDunque, quale sarebbe la tua proposta, Regina di Tiro?\u201d &#8211; la beffeggi\u00f2 Pigmalione.<\/p>\n<p>\u201cFonder\u00f2 altrove un nuovo regno, porter\u00f2 con me Anna e la gente che vorr\u00e0 seguirmi. Non voglio che gli orrori di una guerra distruggano quello che nostro padre aveva costruito\u201d.<\/p>\n<p>Pigmalione azzard\u00f2 il gesto di baciarle la mano. Elyssa non glielo permise; lo fredd\u00f2 con lo sguardo, sfidandolo a osare.<\/p>\n<p>\u201cSe soltanto uno dei tuoi uomini user\u00e0 violenza sugli abitanti di Tiro, hai la mia parola: su di te pender\u00e0 la maledizione di tutti i nostri D\u00e8i. Credimi, fratello, non vuoi scoprire cosa significhi mettersi contro di Loro\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">***<\/p>\n<p>Una piccola flotta di navi s\u2019allontanava una decade dopo dal porto di Tiro, solcando quelle acque che per mesi avrebbero cullato il seme della futura Cartagine. &nbsp;Elyssa sedeva a prua della nave che guidava la rotta, la sorella Anna stretta in un abbraccio che dava conforto a entrambe. Non c\u2019erano stati altri sogni o altre apparizioni di Astarte, ma una nuova forza dentro di lei confermava ad Elyssa di aver fatto la scelta giusta. E in quella decisione che tanto le era costata, che la rendeva una regina in esilio, c\u2019era un\u2019energia che la faceva sentire amata, che racchiudeva in s\u00e9&nbsp; lo spirito della Madre e l\u2019amore del suo sposo, proprio come la Dea le aveva sussurrato nel momento pi\u00f9 cupo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"right\">Un racconto di Francesca Poggioli<\/p>\n<p align=\"right\">Copyright \u00a9 2014 Francesca Poggioli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nota dell\u2019Autrice:<\/p>\n<p><i>Elyssa, conosciuta anche come Didone di Tiro<\/i><i>, futura fondatrice di Cartagine, era la primogenita dei quattro figli di Belo, sovrano della citt\u00e0-stato fenicia. \u201cL\u2019esilio della regina\u201d \u00e8 stato ispirato da un\u2019amica scrittrice, Daniela Ori, che in un suo breve e bellissimo racconto ha descritto Elyssa nel momento della sua ultima e coraggiosa scelta, che ne ha consegnato la memoria all\u2019eternit\u00e0. Pur dedicandolo a Daniela, io ho scelto invece di narrare nel racconto la mia idea dell\u2019inizio di questo lungo cammino di Elyssa, seguendo<\/i><i> <\/i><i>la versione della sua leggenda diversa da quella dell\u2019Eneide, dove si sarebbe uccisa per amore, per il dolore provato per la partenza di Enea. <\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<p><i>&nbsp;<\/i><\/p>\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?p=1500\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le chiome dei cedri fremevano in balia del vento della sera. Una sera macchiata di sangue. Elyssa reggeva in lacrime il corpo senza vita del marito. Un uomo scelto per lei dal padre, ma che nel tempo aveva imparato ad amare. 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