{"id":12946,"date":"2024-12-21T18:06:24","date_gmt":"2024-12-21T17:06:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=12946"},"modified":"2024-12-21T18:06:25","modified_gmt":"2024-12-21T17:06:25","slug":"2024-12-18-raccontare-il-passato-per-narrare-la-violenza-del-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=12946","title":{"rendered":"2024.12.18 -Raccontare il passato per narrare la violenza del presente."},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cover-I-GIORNI-DI-VETRO.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"780\" height=\"968\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cover-I-GIORNI-DI-VETRO.jpg?resize=780%2C968&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-12948\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cover-I-GIORNI-DI-VETRO.jpg?resize=825%2C1024&amp;ssl=1 825w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cover-I-GIORNI-DI-VETRO.jpg?resize=242%2C300&amp;ssl=1 242w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cover-I-GIORNI-DI-VETRO.jpg?resize=768%2C954&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cover-I-GIORNI-DI-VETRO.jpg?resize=48%2C60&amp;ssl=1 48w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Cover-I-GIORNI-DI-VETRO.jpg?w=1051&amp;ssl=1 1051w\" sizes=\"(max-width: 780px) 100vw, 780px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho letto \u201cI giorni di Vetro\u201d, il secondo romanzo di Nicoletta Verna, e questo \u00e8 il mio commento.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro racconta la storia di Redenta che nasce in Romagna, a Castrocaro il 10 giugno 1924. Nasce con la <em>scarogna <\/em>(ovvero la sfortuna, la iella)<em> <\/em>e tutti stavano a vedere se moriva. Proprio in quei giorni giunge voce del rapimento di Matteotti, il cui corpo viene poi ritrovato a Roma, nel bosco della Quartarella.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Redenta vive, mentre i suoi tre fratelli sono nati morti prima di lei, si pensa che sia la malasorte dei fratelli morti prima di essere battezzati, ma i loro fantasmi le compariranno nei momenti difficili e le staranno accanto per confortarla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Redenta \u00e8 l\u2019io narrante che racconta la sua vita nella prima parte della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruno il suo vero amore, lo conosce dalla Fafina, la nonna che fa l\u2019infermiera e accudisce i bambini rimasti senza genitori. Bruno \u00e8 il pi\u00f9 grande e si prende cura di tutti. Redenta scopre di avere la poliomielite che le impedisce di muoversi, la affligge con dolori fortissimi e Bruno le rimarr\u00e0 vicino, aiutandola a sopportare la malattia e cercando di farle conoscere gli aspetti belli della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autrice trascina il lettore nella Storia che si rivela in modo tragico con tutta la sua brutalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A Castrocaro arriva Vetro, un militare, bello, alto, tutte le donne lo ammirano, \u00e8 in divisa, \u00e8 distinto. Ha un occhio di vetro a causa di un\u2019azione bellica avvenuta in Africa orientale in seguito all\u2019attentato al generale Graziani. In Etiopia, la vendetta si scatena con ferocia nei confronti della popolazione che aveva opposto resistenza agli italiani. Vetro e il padre di Redenta avranno un ruolo in quella circostanza; cos\u00ec Vetro sposer\u00e0 Redenta rivelando verso la moglie tutta la cattiveria, la bestialit\u00e0, la brutalit\u00e0 possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda parte del romanzo, l\u2019io narrante \u00e8 Iris, l\u2019alter ego di Redenta, istruita, coraggiosa, si unisce a Diaz nella Resistenza, creando un gruppo di partigiani sull\u2019Appennino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un alternarsi di azioni tra i partigiani e i fascisti, Iris deve colpire Vetro, e in questo disvelarsi di incontri, di azioni, di scontri e di torture si scopre la doppia identit\u00e0 della donna che per colpire Vetro affronta una serie di azioni estreme e coraggiose.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro delinea un\u2019immagine potente dei personaggi femminili. Ho apprezzato l\u2019uso del dialetto che porta il lettore a sentirsi vicino ai protagonisti e a entrare nelle loro storie personali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autrice ha detto: \u201cHo scelto di raccontare il passato per parlare della violenza del presente. Il tema principale del romanzo \u00e8 la violenza come primordiale e inevitabile forma di interazione fra gli esseri umani.\u201d&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ne consiglio la lettura per riflettere su un periodo difficile, tragico, che ha attraversato il nostro paese durante la seconda guerra mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;\u201cI giorni di Vetro\u201d di Nicoletta Verna, edizioni Einaudi Stile Libero Big, 2024, pagine 448, 20,00 euro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Marisa Piccioli<\/em><\/p>\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?p=12946\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho letto \u201cI giorni di Vetro\u201d, il secondo romanzo di Nicoletta Verna, e questo \u00e8 il mio commento. Il libro racconta la storia di Redenta che nasce in Romagna, a Castrocaro il 10 giugno 1924. 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