{"id":12469,"date":"2024-05-15T14:22:09","date_gmt":"2024-05-15T13:22:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=12469"},"modified":"2024-05-15T14:30:17","modified_gmt":"2024-05-15T13:30:17","slug":"2024-05-13-siamo-tutte-baby-ruth","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semineri.it\/?p=12469","title":{"rendered":"2024.05.13 \u201cSiamo tutte baby Ruth\u201d"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Copertina-Effimera-liberta_page-0001.jpg?ssl=1\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"679\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Copertina-Effimera-liberta_page-0001.jpg?resize=679%2C1024&#038;ssl=1\" alt=\"\" class=\"wp-image-12474\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Copertina-Effimera-liberta_page-0001.jpg?resize=679%2C1024&amp;ssl=1 679w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Copertina-Effimera-liberta_page-0001.jpg?resize=199%2C300&amp;ssl=1 199w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Copertina-Effimera-liberta_page-0001.jpg?resize=768%2C1159&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Copertina-Effimera-liberta_page-0001.jpg?resize=40%2C60&amp;ssl=1 40w, https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Copertina-Effimera-liberta_page-0001.jpg?w=815&amp;ssl=1 815w\" sizes=\"(max-width: 679px) 100vw, 679px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho conosciuto Amilca Ismael, originaria del Mozambico, al Buk Festival della piccola e media editoria di quest\u2019anno (maggio 2024). Lei ha ritirato un premio per \u201cEffimera libert\u00e0\u201d (<em>Youcantprint Self-publishing, 2016, pagine 108, 10,00 euro<\/em>), romanzo di fantasia ma ispirato a fatti di cronaca. Parla di una ragazzina che dall\u2019Africa approda in Italia con la promessa di studiare, mentre invece viene avviata alla prostituzione con l\u2019inganno. Mi ha incuriosito l\u2019argomento e al termine della premiazione mi sono soffermata a parlare con la scrittrice, che mi ha donato il suo libro. E cos\u00ec mi sono trovata tra le mani una storia che mi ha riportato a quel tema terribile di cui non si parla mai, ma che \u00e8 ancora una tremenda piaga sociale: la schiavit\u00f9 di giovani bellissime donne rapite o vendute per essere inserite sul mercato del sesso. Tema inquietante, che avevo gi\u00e0 conosciuto leggendo un anno fa il romanzo di Elena Salem \u201cStoria segreta di Angelica Li\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Amilca per\u00f2 non scrive un giallo, ma una storia dove la protagonista Ruth parla in prima persona e la segui con apprensione dalla quotidianit\u00e0 della vita di fanciulla africana cresciuta in un paradiso naturale, fino al mondo artefatto e costruito su inganni e ostentazione dove la ragazzina deportata \u00e8 destinata a condurre la sua esistenza. Le promettono qualcosa, poi le offrono, anzi la costringono a fare altro. Senza accogliere le sue richieste e i suoi desideri.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo tutte baby Ruth quando subiamo la violenza dell\u2019indifferenza di qualcuno che non ci ascolta, quando siamo calunniate per la nostra originalit\u00e0, quando non riusciamo a realizzare i nostri sogni perch\u00e9 ingannate da false promesse. Siamo tutte baby Ruth quando per sopportare il peso del quotidiano dobbiamo rifugiarci nella fantasia dell\u2019immaginazione. Siamo tutte baby Ruth quando siamo ingannate, schiacciate e offese. Ma per sopravvivere possiamo imparare, come baby Ruth, che per sfuggire allo schifo, non serve ubriacarsi di effimero alternativo, ma basta rivolgersi ai ricordi che nessuno ci toglie dal cervello, ai sogni che nessuno ci strappa dalle carni, ai profumi di luoghi materni intrisi nelle viscere, che nessuno ci cancella.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo tutte baby Ruth e come lei, per lei, possiamo gridare la nostra peculiarit\u00e0 e lottare per condannare questa realt\u00e0 nascosta che offende il rispetto, in nome soltanto del guadagno e del potere. \u201cEffimera libert\u00e0\u201d accende l\u2019attenzione su un tema forte, una piaga sociale antica e purtroppo sempre attuale. Una realt\u00e0 che non va ignorata.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendo il romanzo, pagina dopo pagina, segui con apprensione tutta la vicenda della piccola Ruth, la principessa marrone dagli occhi verdi che voleva studiare per diventare medico per curare la sua gente, o avvocato per difenderla dagli inganni. Ma ben altre lezioni \u00e8 stata costretta ad ascoltare, ben altri apprendimenti, fino ad acquisire le abilitazioni a lei richieste per prestazioni senza scrupoli. \u00c8 nascosto e violento tutto quel mondo contorto che girer\u00e0 attorno a lei, false voci melense, pretese senza attese, prevaricazioni ossessive e pressanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella storia narrata sconvolge come anche alcune donne siamo co-protagoniste di quel teatro di orrori, coinvolte nell\u2019organizzazione, preparazione, coordinamento di uno spettacolo di violenza e sadismo, con l\u2019anima ottenebrata di volutt\u00e0, annientata la sensibilit\u00e0 e il rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Soffro con baby Ruth per tutto il romanzo, leggendo la sua storia con la rabbia nello stomaco. Ma respiro con lei ogni volta che riesce a sfuggire con la mente al quotidiano tuffandosi nei ricordi. E allora, se pure in uno stato di intenso dolore fisico e mentale, ritornano i panorami africani, il suono del vento e il calore accecante del sole, e risate di fanciulle sedute in prossimit\u00e0 del fiume a intrecciarsi i capelli e ancora donne che cantano mentre lavano i panni. E poi il volto e la voce della madre, rassicurante presenza che protegge e consola dall\u2019orrore, almeno nell\u2019immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, un romanzo cos\u00ec accende l\u2019attenzione su un tema sociale forte. Un romanzo fa riflettere, un romanzo fa urlare. La scrittrice vive in Italia da molti anni e padroneggia con destrezza la lingua italiana. Sono straordinarie e delicate le descrizioni dei paesaggi africani, ed \u00e8 notevole l\u2019apprensione e la tensione che si sente pagina dopo pagina. Gli eventi non sono raccontati, ma l\u2019autrice te li fa vivere in presa diretta, perch\u00e9 ti porta dentro la storia con forza ed evidenza. Ti senti Ruth, sei come lei. Protagonista e vittima. Al punto che vorresti spaccare la faccia a tutti: al presidente, all\u2019autista, a Madame, all\u2019amico Paolo e a tutti gli altri cafoni e bastardi che girano attorno alla splendida e giovane Ruth. Ma alla fine questo valzer di Strauss dovr\u00e0 pur finire. E allora caro Dio, alla fine di tutto dovr\u00e0 pur esserci giustizia. Non so se avranno paura dei fantasmi o se avranno sensi di colpa quegli esseri indegni, che hanno usato ogni forma di violenza contro di lei. Ma una realt\u00e0 cos\u00ec prima o poi dovr\u00e0 essere sgominata. Per chi vorr\u00e0 leggerla, la storia della piccola principessa marrone far\u00e0 emergere la consapevolezza di un mondo sotteso violento e irrispettoso, per condannarlo e distruggerlo. E allora cos\u00ec il romanzo di Amilca Ismael avr\u00e0 raggiunto il suo scopo e un altro meritato applauso.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Daniela Ori<\/em><\/p>\n<div class=\"fb-like\" data-href=\"https:\/\/www.semineri.it\/?p=12469\" data-send=\"false\" data-layout=\"standard\" data-width=\"450\" show_faces=\"false\" data-action=\"like\" data-font=\"\" style=\"margin: 0px 0px 0px 0px;\"><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Amilca Ismael, originaria del Mozambico, al Buk Festival della piccola e media editoria di quest\u2019anno (maggio 2024). Lei ha ritirato un premio per \u201cEffimera libert\u00e0\u201d (Youcantprint Self-publishing, 2016, pagine 108, 10,00 euro), romanzo di fantasia ma ispirato a fatti di cronaca. Parla di una ragazzina che dall\u2019Africa approda in Italia con la promessa &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":81,"featured_media":12472,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_newsletter_tier_id":0,"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"aioseo_notices":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.semineri.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/mozambico.jpg?fit=1600%2C800&ssl=1","jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p1iHP2-3f7","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_likes_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12469"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/81"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12469"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12469\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12475,"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12469\/revisions\/12475"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/12472"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12469"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12469"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.semineri.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12469"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}