La Signora del Castello” uno spettacolo multisensoriale scritto da Daniela Ori e realizzato dalla compagnia “Historicandi””, in collaborazione con l’Associazione di scrittori modenesi “I Semi Neri”. L’evento, la cui regia è affidata ad Enrico Solmi,  è strutturato come un novellario medievale, nel quale una trama funge da cornice per contenere diverse storie che, a loro volta, contribuiscono a scandire l’intreccio principale. Lo spettacolo si articola in cinque scene, accompagnate da un Cantastorie.

La storia ha inizio con Goffredo, Signore del Castello, che parte per le guerre in Terrasanta, lasciando sola la sposa Eloisa, donna decisa e coraggiosa. Come nella migliore tradizione medievale, la corte di Eloisa trascorre l’attesa del ritorno di Goffredo raccontando e ascoltando storie e novelle. Personaggi caratteristici di questa corte sono Padre Anselmo da Nonantola , un frate un po’ picaresco, amante del buon mangiare e del buon bere, ma anche capace di violente invettive; Leonora (Lucia De Carlo), sorella di Eloisa, è la sua confidente e la sua consigliera. Enigmatica è la figura della Maga Syria (Mina Larocca), che ha realizzato, su richiesta della sua Signora Eloisa, un amuleto magico per proteggere Goffredo dai pericoli e dai nemici: solo se Goffredo lo porterà sempre con sé, sarà al sicuro e protetto. Fondamentale è la figura del Cantastorie (Enrico Solmi) che anima la corte di Eloisa. La tranquillità del borgo è interrotta dall’arrivo del baldanzoso Cavaliere normanno Romualdo (Mirko Bonini) che assedia il castello e, di fronte all’ostinata e orgogliosa resistenza di Eloisa, le propone di salvare la rocca, in cambio della sua mano. Eloisa è titubante, ama lo sposo Goffredo, che manca tuttavia da tre anni dal castello, poi però vede l’amuleto al collo di Romualdo e si convince che l’amato sia morto. L’epilogo vede l’intervento persuasivo delle due donne Leonora e Syria e il ritorno inaspettato di Goffredo, a cui farà seguito un finale travolgente ed emozionante, che lascerà gli spettatori letteralmente col fiato sospeso.

I testi sono di Daniela Ori e di poeti e scrittori dell’Associazione “I Semi Neri”: Gabriele Sorrentino, Mirko Farnitano, Enrico Solmi, Marco Panini e Massimo Vaccaro.