Ho letto il libro di Emanuela Papini “Generazione Liga” (Einaudi editore, Torino 2014, pagg. 151 euro 15,00). Mi ha emozionato. Il libro mi è arrivato in mano richiamato da “L’Enigma del Toro”, il thriller collettivo che ho scritto assieme ad altri autori dell’associazione I SEMI NERI. Il modo l’ho spiegato il giorno in cui ho presentato Emanuela presso Emily Bookshop, era il 21 giugno, il solstizio d’estate, nella serata dedicata alla musica. Una serata magica. Così ho pensato che in fondo ci sono strade sulle quali le persone che hanno qualcosa in comune si intercettano e prima o poi si incontrano.

La “Generazione Liga” non è, come ha chiarito l’autrice, una categoria che accumuna persone legate da un vissuto cronologico. La Generazione Liga è una catena di persone che vivono emozioni, le sentono, le condividono, le raccontano con coraggio e dedizione, scoprendo molto in comune l’uno dell’altro. E così nasce questa raccolta di storie, che Emanuela Papini ha selezionato tra le tantissime storie vissute nel percorso di ascolto della poesia e della musica di un grande cantautore che con i suoi testi e con le sue note ha saputo raggiungere il cuore e la mente delle persone.

Le storie raccolte nel libro fanno ridere e piangere e ciascuno ci troverà emozioni che ha provato, ci troverà un pezzetto della propria esperienza e comprenderà la forza della poesia. Perché la poesia, quella vera, quella pura, ha un grande potere, quello di consolare, di curare, di accogliere e di dire, là dove a volte i sentimenti e le emozioni non si riescono ad esprimere. E se poi la poesia prende vita e voce con una musica speciale, buona, dolce e accesa al tempo stesso, forte e coinvolgente, la musica di Luciano Ligabue appunto, ecco allora sì che si compie davvero una grande magia. Una magia che possono comprendere  coloro che fanno parte della “Generazione Liga”.

Dunque il libro, che l’autrice ha deciso di scrivere, spinta da una forte emozione che lei stessa ha provato mentre si recava ad uno storico concerto di Ligabue, e di cui lei stessa dice all’inizio del volume, è una sorta di diario di ricordi, un viaggio nelle emozioni. E l’autrice conduce il suo personale viaggio scoprendo un filo sottile eppure solidissimo. Quello della condivisione.

E così la decisione di narrare le emozioni condivise. Le emozioni di chi vive e ha sullo sfondo la musica, ma non la solita musica, la musica di un Mito! Sono le emozioni di un pubblico!  C’è chi ascolta semplicemente la musica e c’è chi invece la musica la vive: come il pubblico della Generazione Liga, un pubblico speciale, come ha sempre sostenuto di avere Luciano. E il libro si apre con un inedito del grande cantautore che in effetti è un ricordo di quando, le prime volte, lui e quelli del suo gruppo, dopo i concerti, si sono accorti della bellezza di avere un pubblico.

E allora questo libro diventa la testimonianza dell’amore reciproco e della reciproca gratitudine tra un cantautore e il suo pubblico, è la voce di quell’energia che dal palcoscenico scende tra la gente e ritorna sotto i riflettori amplificata e arricchita. Energia che circola, amore puro che si diffonde e che dona energia grande. E così la musica e la poesia possono materializzare i sogni. Perché non c’è nulla che non si possa tentare di fare, non è mai perduto tutto, anche quando si soffre e si crede di perdere speranza. In questo libro ci sono le esperienze di persone vere, realmente conosciute dall’autrice, persone che lottano, amano, credono, sognano, soffrono, rischiano, imparano, qualche volta perdono ma continuano a provare e infine vincono.

Sono tante le storie narrate in questo libro, ciascuno leggendole ci troverà un pezzetto della propria esperienza, ci troverà le stesse emozioni vissute dai personaggi narrati (che personaggi di fantasia poi non sono, perché in realtà sono uomini e donne veri…). E sullo sfondo di tutte le esperienze condivise e narrate ci sono le canzoni di Ligabue. In questo modo la musica e la poesia diventano la colonna sonora che accompagna le vite delle persone di questa generazione e qualche volta le cambia. E allora questa sì che è vera magia.

Daniela Ori

24 giugno 2014