Mese: Dicembre 2020

Racconti Pandemici V

FUMO di Daniele Biagioni

Quando il tempo dell’isolamento sembra non finire mai, forse un fumo di speranza ci riporta alla vita. Buona lettura del bellissimo racconto del socio Daniele Biagioni.

“Secondo te, da quanto tempo siamo qui?” – domandò Velia osservando la sera arrampicarsi lungo il campo, fino a raggiungere la casa, come un fumo nero e denso. Aveva uno sguardo triste, con gli occhi a fessura che osservavano, attraverso la finestra, la valle divenire sempre più scura.

Racconti Pandemici IV

PASTA COVID di Manuela Fiorini

Ancora qualche dubbio sul menù delle Feste? La nostra socia Manuela Fiorini vi propone la “Pasta Covid”. Buon appetito!

Secondo lockdown, anche se fanno di tutto per non chiamarlo così. 

Smart working: ci sono da quasi dieci anni, quindi non posso né lamentarmi né dilettarmi nel fare l’opinionista della domenica sui social. 

Non uscire dal proprio Comune: la maledizione del freelance ti rinchiude in casa anche quando potresti uscire, quindi ancora per me non cambia nulla.

Racconti Pandemici III

BINARIO ATTESO di Gabriele Sorrentino

Un incontro inaspettato, un appuntamento inquietante, per un noir firmato dal nostro socio Gabriele Sorrentino. Da leggere con la luce accesa.

Lo stridore dei freni riempì l’aria, mentre una zaffata di vento umido gli sferzò il volto. Odorava di nafta e di cose vecchie. D’istinto, l’uomo si massaggiò, attraverso la mascherina, il mento irsuto con le tre dita superstiti della mano sinistra. 

Racconti Pandemici II

RINA di Daniela Ori

Un’amica inseparabile, una certezza. Simpatia e ironia e tanta speranza. Ecco il racconto della nostra socia Daniela Ori. Buon divertimento!

Mi presento, sono Rina, leggera, disponibile, sulla bocca di tutti, soprattutto in questo momento. Non mi sottraggo ai miei doveri, tutti mi vogliono, tutti mi usano. Non me la prendo, se qualche volta si dimenticano di me, poi in un modo o nell’altro tornano a cercarmi, nessuno può fare a meno di me.

Racconti Pandemici I

L’UOMO DAL CAPPOTTO GRIGIO di Marco Panini

Emozioni, sorrisi, qualche malinconia, ma anche spensieratezza e tanta voglia di fare. Ecco la nostra nuova antologia virtuale di racconti legati a questo momento storico, che intitoliamo RACCONTI PANDEMICI. Cominciamo con il racconto del socio MARCO PANINI. Buona lettura!

Le falde di un cappotto grigio, sbrindellato e sporco di fango, gli sventolavano fra le gambe mentre scendeva la stretta scalinata sul fianco della massicciata. Sotto un braccio aveva un sacchetto di carta da cui sporgevano alcuni pezzi di pane e arrotolata sotto il mento portava una mascherina verde. 

A metà della scala e per uno stretto ballatoio s’infilò sotto la volta della galleria che univa due rampe della tangenziale. Camminava svelto, a pochi metri del soffitto nero della volta, fra gas di scarico che rendevano l’aria irrespirabile. Dai lampioni scendevano caliginosi aloni di luce gialla, che lo illuminavano a tratti. Sotto rimbombava un traffico pesante e ininterrotto. 

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