Mese: Gennaio 2011 Pagina 1 di 3

Luna

Balli da sola, senza accompagnamento.

Melodia perfetta, nel silenzio della notte.

Brilli da sola e sorridi all’universo,

Perla di speranza su un palcoscenico incantato.

La realtà è tutta diversa

E così chiara, tuttavia.

Ma tu, Luna, trasformi tutto.

E se accogli un pensiero, un desiderio,

La menzogna diventa promessa

E la speranza è il sogno che si avvera.

Daniela Ori

Poesia pubblicata nell’Antologia del Premio letterario CITTA’ DI MONZA 2005 (Montedit, maggio 2006).

Copyright ©  Daniela Ori

Nel sospiro dei tuoi occhi

Quando la tua carne

stringe la mia carne

e le nosre anime si sposano

nel sospiro dei tuoi occhi

io leggo il paradiso.

Massimo Vaccaro – Agosto 2010

Tace la polvere

Tace la polvere
ed è silenzio intorno,
nel buio di una notte
in cui non si respira
il profumo delle stelle.

Granelli di tempo
ammucchiati in ricordi
frazioni ibernate di vita.

Tessere di mosaico
perdute e rimescolate
dalle onde dei giorni.

Tace la polvere
ed è silenzio intorno,
nei colori sbiaditi
di un’estate lenta ove
neppure il mare s’ode.

Parole intrappolate
tra acerbe mura
affondate nell’oblio.

Piaceri lontani
franti in una lacrima
nella pioggia d’autunno.

Tace la polvere
ed è silenzio intorno,
nella luce di un’aurora
domata dal grigiore
e dimentica dei colori.

Istanti non colti
marciti nei giorni
di chimere larvati.

Sogni e poi sogni
arsi su pire
di dubbi e rancori.

Tace la polvere
ma si rompe il silenzio,
il canto della fenice
si libra nel vento

Tace la polvere
trasportata dal vento
ed è pace intorno.

Massimo Vaccaro – Agosto 2009

NOTA: Questa poesia è stata letta durante il reading al Salotto Culturale Aggazzotti di Modena dello scorso anno.

La stagione delle piogge

Il Rifugio era un silo di cemento e duracciaio che penetrava per tre piani nel sottosuolo di New Earth. Dopo essersi sottoposto allo scanner della retina, l’uomo parcheggiò l’agravmobile nell’ampio garage al primo livello. Scese in tutta fretta dal veicolo e si recò al turboascensore che lo avrebbe portato ai livelli residenziali. Si trovava su New Earth da appena un mese e già odiava il più antico e borioso dei mondi della Prima Ondata; quel pianeta aveva in sé tutti i difetti dei mondi nati dalla prima fase della colonizzazione, quella effettuata dai governi terrestri e da essi guidata. I coloni avevano riproposto in grande scala le divisioni etnico – culturali presenti sul pianeta d’origine e così i trenta Vecchi Mondi si erano raggruppati in entità politiche per secoli tra loro divise e in lotta. Nel secolo precedente questi stati avevano trovato l’equilibrio nella Comunità di Mondi Indipendenti, in pratica un’area di libero mercato e mutuo soccorso.
Su una cosa solo i mondi della prima ondata erano stati concorsi: avevano riprodotto gli stessi errori ambientali già commessi dall’uomo sulla Terra. Le energie pulite, il controllo delle nascite e la capacità di creare in laboratorio qualsiasi materiale col procedimento della fusione nucleare avevano impedito l’avvelenamento dell’aria e l’impoverimento delle risorse. Ma gli umani non erano capaci di trattare i loro pianeti come ecosistemi complessi e si erano inventati una tecnica per controllare l’ambiente al fine di ottenere 365 giorni di bel tempo e clima mite a tutte le latitudini.

Continua a leggere questo racconto sul sito del Laboratorio di Scrittura  XOMegaP

Gabriele Sorrentino

Copyright by Gabriele Sorrentino 9.08.2008

Lucrezia

Lucrezia aveva cancellato dalla mente alcuni personaggi indegni della sua compagnia.

Non aveva più parole, né sorrisi, né lacrime per loro. Non un ricordo piacevole, né gioia né rancore.

Non erano divertenti nella conversazione, non erano ironici, né coraggiosi, né in grado di capire la sua sensibilità e la sua anima.

Non valevano che un pugno di sabbia, da spargere al vento.

Così anche le ceneri dei ricordi sarebbero volate via.

Eppure c’era qualcuno di diverso… Qualcuno, di cui Lucrezia non rammentava molto.

Più passavano i giorni, più i lineamenti di un volto, affievolivano nella sua memoria.

Un unico incontro. Qualcosa di scuro. Qualche parola, un sorriso, un pensiero.

E poi…. il silenzio.

Un viaggio, una missione, un contrattempo? Quali le ragioni di tale silenzio?

Lui solo, lo sconosciuto cavaliere, avrebbe potuto riaccendere il dialogo interrotto.

Lucrezia lo sperava, o avrebbe trascorso giorni nel dubbio, inutilmente bella, inutilmente bionda…

Daniela Ori

7 gennaio 2006

Copyright ©  Daniela Ori

Pubblicato nell’Antologia “SOLITUDINE GIAPPONESE  e altre storie”, Edizioni IL FIORINO, Modena, agosto 2007

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